La tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma (18-28 ottobre) rende omaggio al grande regista Martin Scorsese, assegnandogli il Premio alla Carriera: a premiarlo sarà Paolo Taviani il 22 ottobre prossimo. Il legame con l'Italia (ed il cinema italiano) ha segnato, in pratica, buona parte della straordinaria carriera del grande maestro newyorkese, nato nel Queens il 17 novembre del 1942, proprio da una famiglia di immigrati siciliani. Scorsese, quindi, cresce a Little Italy, dove - come lui stesso ha più volte ricordato - la scelta era tra fare il gangster e fare il prete e lui optò per la seconda: adolescente, decise diseguire la sua "vocazione", ma abbandonò l'idea ben presto. La grande passione verso il cinema lo porterà così ad iscriversi al corso di Cinematografia della New York University e ad intraprendere la carriera di regista.

Nel corso della premiazione, Scorsese ripercorrerà le tappe più importanti della sua carriera cinquantennale (l'esordio dietro la macchina da presa avviene nel 1967 con "Chi sta bussando alla mia porta?") e mostrerà alcune sequenze dei film italiani che lo hanno maggiormente influenzato.Esponente della cosiddetta New Hollywood, Scorsese è considerato, a ragion veduta, uno dei maggiori e più importanti registi della storia del cinema: il suo stile è spesso caratterizzato da sequenze virtuosistiche e dall'uso di una violenza iperrealista. Ha firmato capolavori come "Mean Streets", "Taxi Driver", "Toro Scatenato", "Quei bravi ragazzi", "L'età dell'innocenza", "Casinò", "The Departed - Il bene e il male"(film per il quale si aggiudica il suo primo, ed unico, Premio Oscar come miglior regista). Leggendario, infine, il sodalizio con l'attore Robert De Niro, attore-feticcio e vero alter ego del regista: e proprio "Bob" De Niro è tra i protagonisti dell'ultimo film di Scorsese, "The Irishman", prodotto da Netflix, attualmente in fase di post-produzione.