"The most famous unknown actor in the world", ovvero il più famoso sconosciuto attore del mondo: con queste parole Sir Arthur C. Clarke, autore di "The Sentinel" da cui Stanley Kubrick trasse il suo "2001: Odissea nello spazio", riassumeva la carriera (brevissima peraltro) di Daniel "Dan" Richter, passato alla storia del cinema con la sua interpretazione dell'uomo-scimmia nel capolavoro di Kubrick. Dan Richter, attore e mimo statunitense, venne dapprima convocato come consulente e successivamente come coreografo per la sequenza de "L'Alba dell'Uomo" (The Dawn of Man), dove finì quindi per interpretare Guarda-La-Luna, la scimmia leader (nell'originale Clarke l'aveva identificata come Moonwatcher). Richter (su preciso volere di Kubrick) passò intere settimane nello Zoo di Londra a studiare il comportamento dei primati, per rendere il più verosimile possibile la sua performance. Il momento cult del suo lavoro in "2001", è racchiuso nella celebre scena in cui Guarda-La- Luna, impara ad usare l'osso come arma: da qui poi, una intuizione geniale di Kubrick, trasformerà l'osso in un'astronave, con l'uso più celebre di ellissi temporale della storia del cinema (compiendo così un salto di milioni di anni). Per la casa editrice Carroll & Graf Publishers (New York, 2002), Richter quindi pubblica nel 2002 "Moonwatcher's Memoir. A Diary of 2001: A Space Odyssey", un diario che segue giorno per giorno la lavorazione delle riprese che lo videro protagonista. La prefazione al volume è curata da Sir Arthur C. Clarke.  Dopo la sua partecipazione a "2001", Richter lavorerà ad un altro film (l'ultimo): "Il Rivoluzionario", diretto da Paul Williams. Se in un certo senso "2001" rappresenta lo spartiacque nella carriera di Ricther è interessante ricordare però un episodio antecedente a tutto ciò: il suo contributo (come produttore ed editore) alla realizzazione nel 1965 dell'"International Poetry Incarnation", tenutosi a Londra presso la leggendaria Albert Hall, insieme agli amici Allen Ginsburg, Gregory Corso e William Burroughs.  Dopo aver legato il suo nome a quello di Kubrick, quindi, Ritcher finisce per diventare uno dei migliori amici di Yoko Ono e di conseguenza  di John Lennon: per l'esattezza tra il 1969 e il 1973, diverrà il loro fotografo ufficiale (sue le foto di varie copertine degli album di quel periodo ), comparendo tra l'altro anche in "Imagine", documentario  del 1972, diretto da Lennon e Ono (e Steve Gebhardt), girato per la quasi totalità a Tittenhurst Park (Ascot, Inghilterra), loro residenza  dal 1969 al 1971. In "Imagine", non accreditato Ricther ricoprì anche il ruolo di direttore della fotografia. Sulla sua amicizia (ma non esclusivamente) con Lennon ed Ono, infine, ne ricava un libro "The Dream is over" (Il sogno è finito), prefazione della stessa Ono, uscito alle stampe nel 2012, dove ripercorre varie fasi della sua vita sullo sfondo della Londra degli Anni Sessanta. 

L'ultima avventura di Ritcher?
Ora vive in California, dove è istruttore e appassionato di climbing (arrampicata col solo uso delle proprie forze). È socio del Sierra Club e ha scalato qualcosa come cinquecento vette: la passione per la montagna è innata in lui, sin da piccolo, soprattutto in Svizzera, prima di passare a tempo pieno alla sua attività di mimo. A quanto pare Guarda-La- Luna, dopo tanti anni, è ritornata nel suo elemento naturale. E il cinema finisce per confondersi con la vita.