Nel 1953, su soggetto di Leopoldo Trieste, Claudio Gora (al suo secondo film) realizza "Febbre di vivere", che vede tra gli sceneggiatori un nome di grande spessore come quello di Suso Cecchi D'Amico che ha già alle spalle film come "L'onorevole Angelina","Ladri di biciclette","Miracolo a Milano" e "Bellissima". Anche il cast è di tutto rispetto con Massimo Serato (Massimo) , Marina Berti (Lucia), Anna Maria Ferrero (Elena) e Marcello Mastroianni (Daniele). Ci sono anche Carlo Mazzarella e Novella Parigini che diventerà una delle protagoniste della dolce vita romana. Massimo è arrivato in carcere per un colloquio con Daniele dopo aver comprato a cambiali una macchina nuova. Si comprende subito che si tratta di un uomo privo di scrupoli che vive di espedienti, dando delle grandi fregature al prossimo. Scopre che Daniele è stato dimesso in mattinata. Si vede che sta sulle spine anche quando telefona preoccupatissimo all'avvocato Passamonti.

Sandro (Sandro Mancinelli Scotti) sta parlando con Elena, la fidanzata di Massimo: «Una svedese ogni tanto gliela passerai». Giovani senza morale e profondamente annoiati che non sanno come riempire il vuoto della propria esistenza. Elena è incinta, ma per ora non vuole che Massimo lo sappia. È sicura che lui la sposerà. Massimo, che continua ad essere visibilmente agitato, è a casa sua dove viene raggiunto da Daniele che ha scoperto di essere stato in galera per tre anni per colpa dell'amico a cui rimprovera una serie di imbrogli. Mentre Massimo cerca di blandirlo in tutti modi arriva anche Elena. La sceneggiatura compie un notevole scavo psicologico regalandoci una serie di istantanee di notevole spessore sociale ed epocale.
Ora sono in un locale dove si parla con distacco di neorealismo: «Oggi è di moda la gente presa dalla strada. Tutti sanno recitare». Sbadigli, discorsi fatui, battute snob per scacciare la noia.

Appena uscito di prigione Daniele è andato a cercare Lucia, di cui è innamorato, senza trovarla. Massimo è molto gentile con lui, troppo, continua a dare prova del suo carattere: «Io sarò un fatuo, un mascalzone, ma le ragazze sono tutte belle». Le gite a Castel Fusano.
Gestisce in maniera losca e truffaldina una sala corse.
Dopo che un avvocato gli ricorda una lunga serie di imbrogli, riconosce di dovere dei soldi a Daniele.
Un suo tirapiedi comincia ad averne abbastanza di lui: «Non può mettersi in tasca tutte le giocate!». Gli appuntamenti da Rosati, un'istituzione. Ora Massimo è alla Rai a cercare Lucia per acquisire delle benemerenze con Daniele, ma la ragazza non ne vuole più sapere di quest'ultimo: è innamorata proprio di Massimo e crede che Daniele sia andato in galera perché veramente colpevole: «Ho paura di lasciarmi commuovere, di ricominciare una storia perversa».
Lo dice a Daniele.

Con fare visibilmente annoiato Massimo balla con Elena suscitando le critiche feroci delle sue amiche che non vedono di buon occhio la ragazza: «Quando la pianta con quella? Obbligarci a sopportare una gattina di Trastevere». Balli sfrenati con l'imperativo del divertimento ad ogni costo. Massimo e Lucia flirtano, lui parla di Elena: «Mi ha stufato. Tanto buona, tanto carina, ma tanto noiosa». Mostra anche la più assoluta indifferenza quando gli dicono che Elena è incinta. Continua a truccare le gare, a corrompere i fantini, a cercare strozzini mentre nella sala corse i truffati danno in escandescenze. Tuba al telefono con Lucia e continua a trattare freddamente Elena: «Con i guai che ho, mi ci manca la notizia di un bambino». Nonostante le difficoltà finanziarie compra a Lucia un regalo da Bulgari. Daniele continua a voler far ragionare Lucia: «Noi siamo diversi, siamo gente che dice quello che pensa, giochiamo a carte scoperte». A Vallelunga c'è un pestaggio di fantini corrotti.

Lucia comincia ad aprire gli occhi su Massimo ma ne è innamorata e accoglie l'uomo a casa sua dato che ha dovuto cambiare aria perché alla sala corse c'è un'inchiesta. È li che lo trova Elena: «Hai mai pensato che io sono minorenne, posso anche ricorrere alla questura, denunciarti». Massimo continua ad essere molto evasivo e sfuggente. Lucia dice a Daniele che ha intenzione di andare in Inghilterra con Massimo, è sicura che metterà la testa a posto: «Troverà la sua strada». Daniele è molto scettico: «Non accetterà mai, la sua forza è qui, in questo piccolo cerchio di snob e di affaristi torbidi che lui riesce a dominare». Massimo continua a vivere facendo il gioco delle tre carte, organizza una festa in casa sua: «Non volevo dare l'impressione di essere in colpa, di nascondermi dopo il pasticcio dell'altra volta (alla sala corse)». Lucia aspetta una risposta per l'Inghilterra mentre Elena è sempre più gelosa.

«Farò quello che vuoi, amore»: questa è la risposta di Elena a Massimo che le parla di disfarsi del bambino.
La corriera Roma-San Felice Circeo. Massimo e Sandro sono sul belvedere di San Felice alta, dice che vorrebbe andare con Elena ma «la vorrei sola, senza fastidi»: la parola aborto non può essere pronunciata.
Chiede all'amico di sistemare la cosa dicendo alla propria famiglia che il bambino è suo per farsi dare i soldi. Daniele ha ora le prove che a mandarlo in galera è stato proprio Massimo. Daniele e Sandro sono a casa di quest'ultimo. Sandro comprende di essere stato usato e raggirato, crede che Massimo voglia davvero partire con Elena mentre lui aveva sperato di avere la ragazza per sé. Arriva anche Lucia. Durante un furioso litigio fra i tre uomini, Sandro viene colpito da Massimo, cade a terra e muore. Massimo getta il cadavere dalla finestra per simulare un incidente. Nella camera mortuaria, dinanzi al cinismo di Massimo, Lucia non regge e a voce alta rivela tutta la verità. Elena non ha abortito: la polizia dice di essere arrivata in tempo per fortuna. Le cautele della sceneggiatura per evitare censure, segnali epocali. Mentre vedono Massimo portato via degli agenti, Daniele, che sta accompagnando a casa Lucia, le dice che saprà aspettarla.

Vediamo cosa disse di questo film e di Mastroianni Giulio Cesare Castello in Cinema del 31/3/1953: «I personaggi negativi, nell'arte, hanno in genere maggior rilievo che quelli del tutto positivi: e Daniele non fa eccezione alla regola, malgrado la solida bravura di Marcello Mastroianni». Quante perle sono nascoste nelle cineteche, lontane dalla curiosità e dalla visione del grande pubblico che molto probabilmente non vedrà mai film simili nè sul grande schermo nè su quello televisivo. Compito dello storico del cinema è quello di ricercare, studiare, documentare e proporre perchè tanti fili siano riannodati non solamente nel buio della sala. Personaggi come quelli di Massimo e Daniele aspettano di essere ripescati da un oblio che sta diventando colpevole.