Le vicende professionali e sentimentali del brigadiere Pietro Stelluti dopo "Pane, amore e fantasia"e "Pane, amore e gelosia" continuano nel film "Tuppe-tuppe marescia'" (noto anche come "È permesso maresciallo") realizzato nel 1958 da Carlo Ludovico Bragaglia e girato sempre a Castel San Pietro Romano, la Sagliena della pellicola. Oltre a Roberto Risso, che ora è diventato maresciallo, dei vecchi interpreti è rimasto solo Memmo Carotenuto, Baiocchi, ora promosso al grado di brigadiere. Peppino De Filippo è Peppino Percuoco, che è tornato al paese dopo aver fatto fortuna all'estero. Lorella De Luca è Maria, la nuova fiamma di Stelluti, mentre Giovanna Ralli è Carmelina.

Come spesso accade nei film di Carlo Ludovico Bragaglia, anche in questo c'è una particina per il fratello Arturo, qui nel ruolo del sindaco del paese.
I titoli di testa scorrono sul refrain della canzone che dà il titolo al film, cantata nel 1958 al festival di Napoli da Maria Paris e diventata subito un tormentone in tutta Italia. Maria ha cinque fratelli piccoli che hanno sempre fame di maccheroni e non può pensare alle buone occasioni di matrimonio come quella che le prospetta Mariannina (Vittoria Crispo) che le parla di Percuoco che dopo aver fatto per anni il muratore in Francia è tornato comprandosi mezzo paese. L'uomo è innamorato di Maria, che gestisce un bar.
Gli impagabili duetti fra il muratore arricchito in abito gessato e Mariannina che le studia tutte pur di combinare il matrimonio guadagnandoci qualcosa: «La ragazza è un poco ritrosa», «Me la vedo da me, moi! Io sono charmant, sono bilingue!».

Veniamo a sapere dal postino che il brigadiere Stelluti è diventato maresciallo per meriti speciali. Da parte sua Maria sa che l'uomo pensa a lei ma quando lo vede scappa perché sente troppo la responsabilità di quei cinque fratelli da portare avanti. In ufficio Stelluti saluta la fotografia di Carotenuto mentre Baiocchi mostra tutto il suo imbarazzo: «Mi riesce difficile trattarti da superiore, così tutto questo d'un botto. Come sei preciso e coreografico. Tu sei sciupato qui, ti dovrebbero mandare a Milano». Ogni scusa è buona per non farsi avanti con Maria: «(a Baiocchi) Sai bene che noi marescialli non possiamo innamorarci delle donne del paese in cui siamo comandati. È il regolamento».

Veniamo anche a sapere che la "Bersagliera" si è innamorata di un caporale maggiore dei bersaglieri.
Impagabile la battuta di Baiocchi quando, tempo dopo, Stelluti gli rivela di non aver ancora detto nulla a Maria: «Allora sei la maschera di ferro». Don Angiolino, il notaio del paese, pensa a modo suo alla morale: «Maresciallo, mandate pattuglie nei boschi, se ne vedranno delle belle». Percuoco invece non perde tempo, continua a parlare a Maria di casa, di famiglia, di nozze. Lei non vuole e lui è irremovibile. Come ogni "parvenu" abita in una casa principesca e pacchiana.
Non gli è sfuggito neppure il palazzo della Marchesa.
Intanto in paese tutti vanno al "Bar Europa" di Maria e nessuno al "Caffè de Paris" di Percuoco mentre don Angiolino Angelucci (Aroldo Tieri) inveisce contro i dipinti lascivi ispirati al can-can. Il postino: «Noi non tradiremo mai il "Bar Europa", siamo fedeli come i carabinieri!».

Anche il sindaco non vuole diventare cliente del locale di Percuoco e fa sue le parole di Vittorio Emanuele II a Roma: «In questo caffè ci siamo e ci resteremo!». Per aumentare il livello della concorrenza il caffè de Paris assume la bella Carmelina ,che in men che non si dica riesce a soffiare tutti i clienti, compreso il sindaco, a Maria, anche ballando con loro. Il maresciallo è dispiaciuto e sempre più ingenuo. Sta per rivelare il suo amore a Maria ma viene interrotto dal notaio don Angiolino che continua la sua crociata per la moralità: «Et èra...Scandalo!». Segue un suo raid nel "Caffè de Paris" dove c'è anche la televisione (quanti segnali e annotazioni epocali!). Carmelina è risentita quando si sente dare della femmina, ma don Angiolino non demorde: «Io sono la coscienza morale del paese».
Poi chiede a Maria di immolarsi per il bene comune sposando Percuoco per mandare via Carmelina. Arringa anche le donne del paese: «Mentre voi dormite, i vostri mariti peccano».

La risposta di Maria è un secco no quando Percuoco torna inutilmente alla carica: «Tu stai scherzando con questo cuore come il gatto». Don Angiolino vede dalla finestra Maria mentre si sta spogliando. La sua morale non lo induce ad abbassare lo sguardo anche se il desiderio è accompagnato da un «Vade retro Satana!».
Ora Percuoco è diventato anche proprietario dei locali del "Bar Europa"dove Maria è in affitto. La ragazza si aspetta altre parole da Stelluti che invece le offre solo del denaro per far fronte alle difficoltà economiche. Per liberarsi dal pericoloso concorrente Percuoco vorrebbe che Carmelina seducesse il maresciallo. Tutti sanno di quell'offerta di denaro. Donna Mariannina convince don Angiolino a scrivere ai superiori di Stelluti per farlo trasferire. Il maresciallo riceve dai superiori l'ordine categorico di ignorare il "Bar Europa" e Maria: «Alla prima segnalazione sarete trasferito». Scopriamo che nelle sue note caratteristiche viene definito «tipo taciturno e riservato».

Per vari motivi, più di una volta, Stelluti deve far sedere sulla motocicletta di servizio la bella Carmelina gettando benzina sul fuoco dei commenti paesani: «Se l'è portata nel bosco». Anche Maria ha visto mentre Stelluti da parte sua non può più né vederla né frequentarla. Mentre Maria e Carmelina se le danno, le mogli effettuano un raid contro i mariti al "Caffè de Paris". Il tafferuglio viene sedato dai carabinieri con secchiate d'acqua. Le due donne sono ora in caserma. Divise, Maria in ufficio e Carmelina nella camera del maresciallo. Durante la notte Maria sente Carmelina parlare, crede che l'altra stia parlando con Stelluti e non sa che l'interlocutore è un gatto. Fugge via e va da Percuoco dicendosi pronta a sposarlo. Don Angiolino si dichiara a Carmelina: «Voi accendete un rogo». Mentre in casa di Percuoco fervono i preparativi, Stelluti deve lasciare il paese. Anche Carmelina parte e per tutti non è una coincidenza. Poi tutto si aggiusta: don Angiolino si riprende Carmelina e Maria insegue la corriera su cui è salito Stelluti dopo aver saputo la storia del gatto.

A parte l'ottimo artigianato, non si tratta solo di filmetti per palati facili. Sono dei veri e propri concentrati di un'Italia che non c'è più, che sembra lontana anni luci e che invece appartiene alla nostra storia recente. Ogni film è un tassello di un puzzle affascinante che comprende anche la moda, le canzoni, la pubblicità, le riviste, i fotoromanzi e la quotidianità di tutto un popolo.
Quante ricerche ancora da fare per capire, per mettere a fuoco, per catalogare, per cementare l'identità e la consapevolezza di un popolo. Cosa avrebbe detto don Angiolino due anni dopo, della vicenda e dei personaggi de "La dolce vita"?