Nel 1957 Vittorio De Sica, nei panni del console Bordogin, compare assiemead una prorompente Sandra Milo (Danae Niebel) nel film "La donna che venne dal mare" del comandante Francesco De Robertis, noto anche per aver girato film come "Uomini sul fondo" (1941), "Alfa Tau" (1942), ambedue con la collaborazione del centro cinematografico del Ministero della Marina, e "Ca rica Eroica" (1952) che rievoca la leggendaria carica di Isbuscenskiy del 24 agosto 1942 lanciata dal Savoia Cavalleria durante la campagna di Russia. Alla sceneggiatura troviamo Massimo Franciosa e Pasquale Festa Campanile. Si tratta di un film modesto che si trascina pigramente senza grandi colpi di scena, una sorta di stanco fumetto che però rimane nella memoria per la presenza, la bravura e il mestiere di Vittorio De Sica nel pieno della sua attività attoriale e registica.

«Estate 1940. La guerra è arrivata anche nel Mediterraneo. Gibilterra, il massiccio promontorio che la gente di mare chiama "Il leone accovacciato", faceva buona guardia per conto degli inglesi e portava nel conflitto tutto il peso della sua posizione strategica.
Nessuna nave poteva entrare nel Mediterraneo o uscirne senza passare sotto i suoi artigli. Di fronte c'è Algeciras una cittadina che è diventata un covo di spie e di trafficanti di ogni genere». Ovviamente Bordogin, il console italiano, ha un ruolo di primo piano nella lotta senza esclusione di colpi fra i vari servizi segreti.
Spionaggio e controspionaggio. La voce fuori campo, mentre appare la bella Danae Niebel, ci informa su altre doti del console: «Godeva fama di dongiovanni irresistibile. Anche la bella straniera non tardò a subirne il fascino».

I servizi segreti inglesi controllano ambedue. I sommozzatori e i loro attacchi. In un locale, mentre è con Danae, De Sica è completamente a suo agio nei panni dell'uomo di mondo molto navigato: taglia la carne con maestria, balla, parla dispensando perle e fotogrammi di un repertorio inimitabile. Il quartiere arabo ricostruito in studio con sottofondo di musica esotica. Spie, morti, documenti segreti: «Il sommergibile arriverà domani». La trama si dipana così, un fatto dopo l'altro senza un punto fermo centrale. Mentre i servizi inglesi cercano le radio clandestine italiane, il console parla con il comandante del sommergibile: «Stavolta la rada di Gibilterra avrà davvero il suo fuoco d'artificio!». Si beve vino italiano e c'è anche spazio per una romantica storia d'amore sulla spiaggia, di notte, fra Danae e Dario, un sommozzatore italiano. Anche gli inglesi si servono di uomini rana. È una vera e propria guerra in immersione anche se fino a questo punto del film non è successo praticamente nulla. L'unico interesse della pellicola è costituito dalle sequenze in cui appare De Sica. In questa guerra di spie il console continua a servirsi di Danae che è pagata dagli italiani.
Ora nella sceneggiatura entra anche un torero che deve fare la corte alla donna. Segnali di luce da effettuarsi con le serrande.

Il compito di Danae è di prepararsi a soccorrere (potrebbe essere ferito) un sommozzatore italiano che tenterà da solo un attacco contro le navi inglesi.
Non c'èspazio per isentimenti e, stretto tra dovere e patria, il console gioca a fare il cinico: «Vorrebbe darmi a intendere che si è innamorata come una collegiale? Lei? Innamorata? Le pare questo il momento di scherzare?». Danae salva Dario che ha portato a termine la sua missione e che ha qualcosa di importante da rivelarle: «Un uomo che questa notte, in mezzo a quell'inferno pensava solo a una cosa, a una ragazza, proprio così, ero ossessionato dall'idea di non rivederti più». Il console Bordogin continua ad essere il motore della vicenda: «Mi hanno fatto sapere da Tangeri che la prossima settimana ci sarà un gran movimento di navi (...). È il più imponente schieramento che si sia mai visto nella rada, saranno almeno diciotto piroscafi». I giochi pericolosi dello spionaggio e del controspionaggio si svolgono anche durante una corrida. Danae è stanca ma Dario cerca di rincuorarla:«Pensa al dopo, a tutto quello che dobbiamo fare insieme, a tutti i giorni che avremo per noi». Una storia nella storia.

Il console però è preoccupato dalla piega che stanno prendendo i sentimenti: «Danae è una donna in gamba, maè unadonna innamorata». Dopo la corrida arriva anche il momento del flamenco, proprio quando i sommozzatori sono in azione. La morte di Dario: anche le sceneggiature un po' distratte devono rispettare certe regole. Danae fa in modo che il portasigarette dell'uomo venga recapitato all'an zianamadre. L'addio fra la donna e il console mentre sale la musica: «La storia di questo film liberamente ispirata alle gesta leggendarie dei nostri eroici marinai vuole essere un riconoscimento dell'ini mitabile ardimento e un commosso e reverente omaggio alla memoria di tutti coloro che sul mare immolarono le loro giovani vite». Non c'è film che non abbia un significato per la storia del cinema. In qualche intervista Sandra Milo ha sempre ricordato con piacere e affetto questo suo lavoro al fianco di Vittorio De Sica. Dopo due anni, nel 1959, sarebbe arrivato "Il generale Della Rovere" di Rossellini sempre conDe Sica, nel '60 "Adua e le sue compagne" di Pietrangeli e nel 1963 8½ di Fellini. Un'attrice a cui certa critica, forse, dovrebbe delle scuse.