Nel 1953 il regista Filippo Walter Ratti realizza un film di sapore e ambientazione natalizia: "Una meravigliosa notte" ("Non è mai troppo tardi"), da un racconto di Charles Dickens, autore a cui il cinema si è rivolto spesso, accarezzando il cuore dei piccoli e riscaldando quello dei grandi. Impreziosito dal nome di un monumento dello spettacolo italiano come il maestro Pippo Barzizza, famosissimo negli anni 30, 40 e 50, il film vede nel cast nomi di tutto rispetto come Paolo Stoppa (Antonio Trabbi), Marcello Mastroianni (Riccardo), Leda Gloria (Anna Colussi), Isa Barzizza (Rosanna), Valeria Moriconi e Giorgio De Lullo. La voce fuori campo all'inizio del film è una sorta di presentazione del personaggio principale... «Questa è la storia di Antonio Trabbi agente di pegni (...). Ogni giorno alle 9 in punto, puntuale come un cronometro, Trabbi esci di casa per recarsi in negozio. Tutti lo conoscono, perfino il mendicante all'angolo del palazzo abbassa la mano tesa quando lui passa. Antonio Trabbi non conosce la carità, tira via per la sua strada e nessuno lo saluta più ormai. Antonio Trabbi non apprezza la cordialità, non ama i bambini e vorrebbe perfino che i piccoli fossero adulti prima del tempo. La nostra storia comincia la sera della vigilia di Natale...».

Al banco dei pegni un'anziana donna lo implora per avere qualcosa in più almeno per Natale. Invano: «Qui non si fa della beneficenza! Qui non si regala niente! Vi ho dato quello che vi spettava, perciò fuori, non statemi qui a seccare, via! ...Natale! Sciocchezze!». Stoppa è perfetto nel ruolo dell'uomo insensibile, arido ed egoista. Rimprovera il dipendente che cerca di alimentare un po' la stufa consumando troppa legna.
Continuando a parlar male del Natale tratta con grande rudezza anche il nipote che, dopo averlo invitato a pranzo per il giorno, dopo cerca di fare leva sul sentimento: «Il Natale è l'unico giorno in cui ci si vuole bene, ci si perdona, in cui la povera gente viene trattata come un povero compagno di viaggio». Trabbi rifiuta l'invito e rifiuta anche di fare beneficenza per la parrocchia: «Non vado mai in chiesa». Non si commuove neppure dinanzi alle cornamuse.
Rifiuta anche (fingendo di non riconoscerla) di prendere in pegno un modestissimo braccialetto da Rosanna, con la quale è cresciuto e della quale è stato innamorato... «Da me! Perché proprio da me?».

Quando va a letto comincia a sognare una serie di cose che cambieranno radicalmente il suo stile di vita. Sogna il socio morto che cerca di metterlo in guardia: «La morte non ci libera dalle colpe che abbiamo commesso, io non ho pace, sono condannato a pagare il peso di un'enorme catena (...). Ti si offriranno solo tre occasioni, poi basta». Il sogno continua, Trabbi rivede la casa della sua infanzia, si rivede bambino che gioca con Rosanna, lì dove per la prima volta ha incontrato Riccardo, che proviene da una famiglia molto povera.
Nonostante la giovane età, Antonio è già pieno di sicumera e di certezze e ricorda a Rosnana che Riccardo «è il figlio del calzolaio». Non gli piacciono i giocattoli e predilige solo il salvadanaio: «I soldi serviranno per quando ci sposeremo». Di nascosto la bambina manda una fetta di torta a Riccardo, che ora è grande con il volto di Marcello Mastroianni.

Lavora in un negozio come commesso e Antonio (ora col volto di Paolo Stoppa) continua a non poterlo soffrire, rimarcando il fatto di essere anche lui in quel negozio solo per fare pratica di ragioniere perché Baldelli, il proprietario, deve un sacco di soldi a suo padre: «Tu sei qui perché hai bisogno di lavorare e se non lavori non mangi. Per ora ti sopporto». Lo minaccia dicendogli di avere il potere di farlo sloggiare di corsa.
In quel negozio ora è entrata Rosanna che è molto gentile con Riccardo che le dona un piccolo e modesto monile (quello che nella realtà, solo qualche ora prima, Trabbi ha rifiutato). Tutto lo splendore e la classe di Isa Barzizza / Rosanna che canta Reginella. Antonio non sposa Rosanna perché il padre di lei è morto senza lasciarle alcun bene. La ragazza sposerà Riccardo.
Il sogno continua, i due sposi sono in grande difficoltà economica: «Le cambiali (che sono esigibili da Antonio) non hanno anima, bisogna pagare».

Trabbi nel sogno incontra uno sconosciuto che gli parla con grande dolcezza e nostalgia del Natale mentre Riccardo e Rosanna vanno avanti con le loro ristrettezze e con i loro mobili vecchi. Nonostante tutto c'è l'amore: «Farò di te la donna più elegante del mondo (...) e sul capo un diadema di brillanti che splenderanno nella notte come tante lucciole». È Natale, Antonio Trabbi non immagina che qualcuno sta brindando alla sua salute: il dipendente e il nipote.
Ora il sogno gli presenta il futuro... Rosanna e Riccardo: «Tu hai distrutto la loro vita!». Sente una voce che commenta la sua morte: «Da vivo è vissuto come un verme! E ora sottoterra ci è andato nudo come un verme». Vede la sua tomba. Quando si sveglia è Natale ed Antonio Trabbi è uomo diverso: manda un tacchino a casa del suo dipendente, non rifiuta più la carità, va in chiesa, regala denaro ai poveri. «Da oggi per me ogni giorno è Natale». A casa di Riccardo e Rosanna, mentre per strada un piccolo pianoforte suona Reginella. Chiede scusa per tutto il male che ha fatto loro. Riccardo e Rosanna lo invitano a pranzo ma Antonio dice che ora ha una famiglia, riferendosi al nipote Orazio che sta per avere un figlio (che chiameranno Antonio). Si presenta sorridente e pieno di regali augurando il buon Natale.