Ironia, malinconia e una perenne atmosfera surreale sono i tratti caratteristici della raccolta di short stories “Il gelato in piscina non si scioglie”, del tarantino Leonardo Altomano. Sono chiari i rimandi a certa letteratura del ‘900, in particolare a Calvino e Borges, ma anche al Buzzati autore di racconti e –perché no?- al Beckett che fece del non-sense e dell’assurdo il suo cavallo di battaglia in “Aspettando Godot”. Le trentatre storie brevi e l’atto unico conclusivo che compongono il libro di questo avvocato con la passione per la letteratura sono popolate da personaggi e situazioni spaesanti e surreali che si intrecciano con naturalezza ad aspetti autobiografici e realistici. L'autore si affida ad una prosa asciutta ma coinvolgente, che di volta in volta catapulta il lettore all'interno di episodi e vicende paradossali, che ci fanno sorridere e allo stesso tempo ci invitano a riflettere sulla nostra condizione di esseri umani.

Ci imbatteremo dunque in un Duce redivivo che rovescia le sorti dell’umanità e nelle riflessioni di “Una donna allegra” che sfociano in una esilarante conclusione. All’interno dei racconti, emergono riflessioni su alcuni temi centrali dell’esistenza: la colpa e il perdono (“Il diavolo e l’angelo sono la stessa cosa”), la politica (“Camera d’attesa”), la civilizzazione (“Uno strano animale”)  e sulla letteratura (“La svolta”). La scrittura è al centro anche di “Ipotesi del racconto”, torna in modo più esplicito e duro ne “Il copista di libri” (“Il lettore vuole leggere il già sperimentato, in modo che il libro sia il sonnifero dei suoi sogni”), in maniera più velata in “Letterati d’avanguardia” e “Il Libro della noia”, fino alla scena grottesca de “Il funerale di mamma Arte”, in cui l’improbabile incontro di scrittori e poeti regala un finale comico ma allo stesso tempo amaro circa le sorti della letteratura.

L’atto unico “La cravatta al Golf” richiama il già citato non-sense di beckettiana memoria, fornendo una riflessione sull’incapacità di comunicare realmente al giorno d’oggi. Del resto, la maggior parte dei dialoghi di questo libro – anche quelli degli altri racconti – è spesso apparentemente priva di senso, come surreali sono molte situazioni (in particolare quella del racconto che dà il titolo alla raccolta); quasi sempre lo scambio di battute tra i personaggi si sviluppa infatti con risposte incongrue alle domande (sia serie che superficiali). Il tema centrale di “Il gelato in piscina non si scioglie”, del resto, sembra essere proprio questo: una comunicazione sempre esposta alla non comprensione e destinata, forse irrimediabilmente, all’equivoco.