Alle elezioni comunali di Frosinone si conteranno e nessuno potrà permettersi passi falsi. Parliamo dei partiti: Pd e Forza Italia certamente, ma pure Psi e Area Popolare. Diverso il discorso per il Movimento Cinque Stelle, che punta storicamente sul voto di opinione, più complicato da intercettare però in una consultazione comunale.
Il fatto è che Matteo Renzi punta all'election day dell'11 giugno: comunali e politiche insieme. Questo spiegherebbe anche la volontà di fare ad aprile le primarie per il congresso nazionale dei Democrat.
In ogni caso le comunali di Frosinone saranno decisive: nel caso di election day perché la spinta dei candidati locali potrebbe essere preziosa anche per quelli nazionali. Se poi alle politiche si andasse successivamente, allora i risultati di Frosinone sarebbero importanti, anzi vitali, per le candidature dei vari Francesco Scalia, Francesco De Angelis, Nazzareno Pilozzi, Maria Spilabotte, Mario Abbruzzese, Alessandra Mandarelli, Silvio Ferraguti, Gianfranco Schietroma, Alfredo Pallone (anche se quest'ultimo, leader regionale di Area Popolare, ha detto più volte che intende favorire l'elezione di altri; di voler fare da allenatore insomma).
A Frosinone però i partiti dovranno cavarsela da soli, perché i candidati a sindaco dei due schieramenti maggiori, Nicola Ottaviani e Fabrizio Cristofari, si stanno concentrando sulle liste civiche. Entrambi ritengono necessario mettere in campo coalizioni fortemente caratterizzate da un taglio civico e non partitico. Entrambi con in rispettivi partiti, Forza Italia e Pd, sono destinati ad avere un rapporto conflittuale.