In realtà il voto ponderato delle provinciali non ha misurato lo stato di salute dei partiti sul territorio, ma più semplicemente gli equilibri interni.
E allora è tempo di tirare le somme. Nel Partito Democratico "comanda" l'area di Francesco De Angelis e Mauro Buschini. Non soltanto perché ha eletto quattro consiglieri su sei, ma per i messaggi che ha inviato. Due anni fa il re delle preferenze Massimiliano Quadrini stava con la componente di Francesco Scalia. E' un pò come la Juventus che paga la clausola rescissoria per Higuain. Un segnale di forza. 
Anche con l'elezione di Antonio Di Nota e Maurizio Bondatti si è voluto sottolineare una strategia precisa. Poi Massimiliano Mignanelli: in questo caso De Angelis e Buschini hanno rafforzato l'asse con Francesco Mosillo, in previsione anche dei prossimi appuntamenti elettorali. A Cassino hanno perso il consigliere regionale Marino Fardelli e l'ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone.
Per il resto sia l'area di Francesco Scalia (che ha confermato Germano Caperna) che quella di Nazzareno Pilozzi (Domenico Alfieri ce l'ha fatta) sono apparse un po' in affanno. Mentre il segretario Simone Costanzo, non riuscendo ad eleggere Antonio Cinelli, ha fatto un passo indietro in termini di componente. Nel rapporto politico con De Angelis e Buschini non è lui ad essere decisivo.
In Forza Italia Mario Abbruzzese ha centrato gli obiettivi con le elezioni di Danilo Magliocchetti, Rossella Chiusaroli e Anselmo Rotondo, ma dai radar gli è sfuggito Gianluca Quadrini, che è arrivato primo. Mario Abbruzzese dovrà tenerne conto.