L'otto gennaio si voterà comunque per il rinnovo dei dodici consigli provinciali. L'esito del referendum avrà degli effetti su questo non ci sono dubbi, ma in ogni caso gli enti che la legge Delrio ha già definito di secondo livello, resteranno come riferimenti di Area vasta. Nell'immediato bisognerà in ogni caso rinnovare i dodici consiglieri. Le strategie sono globali perché la partita sarà globale. Il meccanismo del voto ponderato prevede che i Comuni più grandi hanno un peso maggiore e a recarsi al seggio dell'ente di piazza Gramsci saranno sindaci e consiglieri comunali.
C'è un punto però che va chiarito: i consiglieri di Frosinone possono votare uno di Cassino, Alatri, Sora, Ceccano, Castro dei Volsci, Acquafondata. E viceversa. Un candidato di un Comune piccolo può essere scelto dai consiglieri di Comuni grandi. Per non parlare poi del voto trasversale. Perciò può succedere di tutto e le candidature diranno già molto sulle intenzioni nei rispettivi partiti e schieramenti. Perché è evidente che se, tanto per fare un esempio, a Frosinone ci saranno due o tre candidati della maggioranza di centrodestra, l'obiettivo sarà anche quello di una competizione interna. Perciò i leader dei partiti stanno valutando bene designazioni, voti ponderati e mappa dei consiglieri di riferimento in tutta la provincia. Perché Mario Abbruzzese si conterà su Danilo Magliocchetti ma pure su Rossella Chiusaroli, perché Francesco De Angelis e Mauro Buschini faranno altrettanto su Massimiliano Quadrini e Maurizio Bondatti, perché Nazzareno Pilozzi agirà allo stesso modo per Domenico Alfieri e Antonio Pompeo per Germano Caperna. 
In realtà le "trappole" sono dietro l'angolo e tutti sanno che poi gli effetti potrebbero pesare alle politiche e alle regionali. Da anni è evidente che i leader politici dei partiti cercando di consolidare ed espandere i loro voti sui singoli Comuni e nelle varie aree. Ecco perché ogni elezione è decisiva, ecco perché vincere è importante, ma soprattutto è  fondamentale il risultato della propria componente.