Due sedute sull’acqua, una sull’ambito territoriale del gas, poi le elezioni provinciali. Ma se al referendum vincono i “no”, in primavera potrebbero esserci anche le elezioni anticipate alla Camera e al Senato, che in questo caso resterebbe. Con due sistemi elettorali differenti: l’Italicum e un proporzionale a preferenza unica.
Tra centrodestra e centrosinistra lo scontro diventerà furibondo, con l’effetto di compattare gli schieramenti.
Sull’acqua l’assemblea dei sindaci dovrà pronunciarsi sia sul piano tariffario 2016-2019 che sulla richiesta di risoluzione del contratto con Acea. Forza Italia, e alleati, da una parte, Partito Democratico dall’altra. La “conta” sarà senza esclusione di colpi. Poi le elezioni per il rinnovo dei dodici consiglieri provinciali, con il metodo del voto ponderato. Alle urne sindaci e consiglieri comunali. La posta in palio è enorme: chi perde rischia l’esclusione della maggioranza e una resa dei conti interna destinata a travolgere equilibri e rapporti di forza. Lo scambio di battute al vetriolo tra Francesco De Angelis e Mario Abbruzzese è soltanto l’antipasto. Area Popolare del coordinatore regionale Alfredo Pallone può essere decisiva alle provinciali e intende far “pesare” questo ruolo. I Socialisti, invece, si presenteranno in una lista civica insieme a qualche dissidente del Pd. Benzina sul fuoco nei rapporti a sinistra. Se poi, come dicevamo in apertura di servizio, dovessero vincere i “no”, allora via alla giostra delle candidature per Camera e Senato.
Quasi dimenticavamo: in primavera ci sono le comunali a Frosinone. Tra Nicola Ottaviani e Fabrizio Cristofari sfida da film cinematografico. Come quella tra Rocky Balboa e Ivan Drago. Vince chi resta in piedi.