Roma, 14 gen. (Adnkronos Salute) - "I dati, ancora parziali, si stanno raccogliendo in questi giorni, per cui siamo ancora lontani dall'avere l'ufficialità, ma quest'anno personalmente ho vaccinato circa il 15-20% di pazienti in più rispetto alla stagione influenzale precedente. Il vaccino, e questo ÃĬ un dato abbastanza consolidato, ÃĬ stato richiesto in più dosi rispetto all'anno scorso e, pur non avendo ancora una panoramica anche sui centri vaccinali, in linea di massima la vaccinazione quest'anno ÃĬ stata convinta". A tracciare il quadro con l'Adnkronos Salute, in attesa del picco dell'influenza, ÃĬ Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg).

"La vaccinazione ÃĬ iniziata un po' prima del solito - spiega Scotti - anche se ÃĬ sempre più legata ai tempi di distribuzione dei vaccini, che alla volontà dei cittadini: c'ÃĬ sempre un periodo di 'latenza' fra la data di inizio della campagna vaccinale decisa dal ministero della Salute e la reale disponibilità dei sieri. Ma la sensazione positiva la avevamo avuta già allora, quando a fine ottobre i primi pazienti hanno iniziato a chiedere di potersi vaccinare. E non si ÃĬ trattato solo di persone appartenenti alle categorie a rischio di complicanze, come gli anziani o i malati cronici, bensì anche di persone più giovani, mamme, papà, lavoratori, che hanno comprato di loro spontanea volontà il vaccino e ci hanno chiesto di somministrarlo, oppure lo hanno pagato nei nostri ambulatori".

"Le mamme, in particolare, le ho viste molto convinte di vaccinare anche i propri figli, perchÃĩ sono sempre più madri lavoratrici, spesso a partita Iva, che vogliono ridurre al minimo le assenze dal lavoro. Insomma anche se ancora non abbiamo dati definitivi - conclude il segretario Fimmg - il bilancio mi sembra abbastanza positivo".