Palermo, 18 nov. (AdnKronos Salute) - Raccoglie della mandragora scambiandola per spinaci e la mangia, ma finisce in ospedale in coma. L'anziano è stato salvato solo grazie ai medici del reparto di Medicina interna dell'ospedale Barone Lombardo di Canicattì, diretto dal primario Giuseppe Augello. L'uomo, accompagnato dalla moglie, è arrivato al Pronto soccorso del 'Barone Lombardo' nel corso della notte tra sabato e domenica. Presentava uno stato di agitazione psicomotoria che nel giro di pochi minuti è diventato coma. Gli operatori hanno prestato le prime cure e ne hanno disposto il ricovero in Medicina interna, dove i medici hanno avuto l'intuizione di diagnosticare l'avvelenamento da mandragora. Impresa descritta come "davvero difficile, considerato che il paziente non era in grado di riferire cosa fosse successo e mancavano dati anamnestici che indirizzassero la diagnosi".

Sono stati somministrati i primi farmaci, è stata eseguita una risonanza magnetica in urgenza, quindi i sanitari si sono messi in contatto con il Centro antiveleni di Milano. Gli esperti hanno comunicato che l'antidoto per la mandragora era disponibile all'ospedale Garibaldi di Catania, perciò al Barone Lombardo si è messa in moto immediatamente la macchina dei soccorsi. Un autista dell'ospedale ha raggiunto Catania già nel corso della notte, ha prelevato l'antidoto e lo ha portato a Canicattì, dove i medici lo hanno somministrato al paziente che si è ripreso subito. Ora il sessantenne si è svegliato dal coma e ha ripreso progressivamente tutte le sue funzioni.

"Si tratta sicuramente di un caso della cosiddetta “buona sanità - commenta il primario di Medicina interna del Barone Lombardo, Giuseppe Augello - Buona sanità che, però, non deve essere legata all'intuizione di un medico o all'organizzazione di un reparto, ma deve essere elevata a sistema. Intendo ringraziare il dottor Santi Cantarella e la dottoressa Pina Cavaleri, che sono intervenuti nell'immediatezza facendo la diagnosi e il primo intervento, e il dottor Davide Taverna che ha assistito il paziente nelle ore successive. I ringraziamenti vanno anche ai medici rianimatori, ai radiologi, agli infermieri del reparto di Medicina interna, e a tutto il personale del Barone Lombardo che ha partecipato attivamente, contribuendo a salvare la vita al paziente".