Roma, 18 nov. (Adnkronos Salute) - Dalla rivoluzione della medicina moderna all'inutilità. Potrebbe essere la fine degli antibiotici se non si mette un freno al loro abuso. E' l'avvertimento lanciato da Medici senza frontiere (Msf) in occasione della Settimana mondiale sull'uso consapevole degli antibiotici, dal 18 al 24 novembre. Un rischio, quello dell'inutilità di questi farmaci, drammaticamente reale anche nelle zone di guerra dove l'organizzazione opera.

"L'antibiotico-resistenza è un problema di salute globale che Msf affronta ogni giorno curando i feriti di guerra in Medio Oriente, i pazienti ustionati ad Haiti, i neonati in Pakistan, i malati di tubercolosi muti-resistente in Sud Africa, India e Ucraina, dove le condizioni dell'emergenza rendono difficile garantire una adeguata disponibilità e somministrazione dei farmaci", riferisce l'associazione. "La resistenza a questi farmaci è un problema difficile da affrontare anche in ospedali ben organizzati ed equipaggiati - osserva ricorda Gianfranco De Maio, referente medico di Msf - tanto che l'Italia ha il triste primato europeo per infezioni batteriche resistenti agli antibiotici. Affrontarla in situazioni di crisi o in aree devastate dalla guerra è una sfida enorme".

In aree colpite da un conflitto armato la resistenza agli antibiotici è un problema particolarmente complesso, riporta infatti l'organizzazione. Le ferite di guerra sono facilmente soggette a infezioni e non sempre gli antibiotici sono disponibili o vengono utilizzati correttamente. E l'uso improprio di antibiotici stimola l'aumento della resistenza agli antibiotici nei batteri. "Una ferita di guerra può facilmente portare a un'infezione batterica", spiega Jorgen Stassijns, coordinatore delle attività Msf per la resistenza agli antibiotici - Un proiettile o un frammento di scheggia lacera la pelle e squarcia la carne, permettendo ai batteri di entrare, mentre se calpesti una mina inevitabilmente un po' di terra entrerà immediatamente nella ferita fresca. Il rischio di infezione è enorme".

L'organizzazione medico-umanitaria porta esempi concreti: oltre il 60% dei pazienti ricoverati nell'ospedale Msf ad Aden, in Yemen, ha sviluppato una resistenza agli antibiotici; a Gaza molti pazienti feriti durante gli scontri con l'esercito israeliano nel marzo 2018 hanno sviluppato infezioni croniche, che in molti casi sono state infettate da batteri resistenti agli antibiotici.

Esistono diversi tipi di antibiotici e la resistenza a uno di questi farmaci non significa che un altro non funzionerà, ammonisce Msf. Un laboratorio di microbiologia può determinare il tipo esatto di batteri che causano un'infezione e gli antibiotici a cui è resistente. Trovare il giusto trattamento antibiotico è infatti cruciale non solo per trattare i batteri resistenti, ma anche per evitare che i batteri diventino resistenti. L'ospedale di chirurgia ricostruttiva ad Amman, in Giordania, nato nel 2006 per rispondere all'elevato numero di vittime della guerra in Iraq per poi accogliere i feriti provenienti da Siria, Yemen e Gaza, è una delle poche strutture Msf ad avere un laboratorio di questo genere.

"La maggior parte dei casi che trattiamo in questo ospedale sono resistenti agli antibiotici, perché i nostri pazienti provengono da zone di guerra dove non hanno ricevuto gli antibiotici giusti", testimonia May Al Asmar, supervisore del laboratorio di microbiologia presso l'ospedale di Msf ad Amman. "Facciamo chirurgia ricostruttiva - precisa - quindi la maggior parte dei campioni che analizziamo sono ossa o tessuti da parti infette. Seguiamo i passi giusti fino a quando non siamo in grado di determinare l'antibiotico giusto e aiutare i medici a decidere il giusto dosaggio".

Non è facile creare un laboratorio per i test di microbiologia in Paesi colpiti dalla violenza. Sebbene l'attrezzatura necessaria non sia particolarmente costosa o complessa, lo spazio deve essere molto ben organizzato. Occorre poi che sia gestito da personale altamente qualificato, perché l'elaborazione dei campioni richiede conoscenze specialistiche e protocolli rigorosi. Msf sta realizzando altri laboratori come quello di Amman, ampliando anche le collaborazioni con strutture esterne, e ha iniziato a formare il proprio personale medico in Medio Oriente sulla corretta prescrizione degli antibiotici. La lotta all'antibiotico-resistenza è una delle sfide della campagna per l'accesso ai farmaci di Msf.