Roma, 13 ott. (Adnkronos Salute) - Vitamina D, aspirina, antibiotici e gastroprotettori: sono i farmaci più utilizzati nella popolazione italiana over 65, secondo il Rapporto dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), presentato oggi a Roma, relativo al 2019, dal quale emerge in generale che ben il 98% ha ricevuto almeno una prescrizione di medicinali nell'anno preso in considerazione, e che ha assunto in media tre dosi al giorno, con una maggioranza di 'utilizzatori' maschi rispetto alle femmine, e di persone che vivono al Sud. Dunque, secondo il dossier Aifa, dal titolo 'L'uso dei farmaci nella popolazione anziana in Italia', è il colecalciferolo (vitamina D) la molecola più utilizzata: circa 4 donne su 10 ne hanno ricevuto almeno una dose nel corso del 2019, con un valore del 41,7% nella fascia di età compresa tra 70 e 74 anni.

Al secondo posto si colloca l'acido acetilsalicilico (il principio attivo dell'aspirina), utilizzato come antiaggregante piastrinico in prevenzione cardiovascolare primaria e secondaria, sostanza a maggior prevalenza (29,4%) negli uomini, che raggiunge il 40% tra gli ultra85enni. A seguire, l'antibiiotico a base di amoxicillina + acido clavulanico (22,3% negli uomini e 21,0% nelle donne), il gastroprotettore pantoprazolo, prescritto a una persona su 5 senza differenze tra i generi e l'anticolesterolo atorvastatina (19,9% negli uomini e 15,3% nelle donne).

Tra le prime 20 sostanze compaiono 6 farmaci del sistema cardiovascolare, 5 dell'apparato gastrointestinale (tra cui tre inibitori di pompa protonica) e tre antibatterici per uso sistemico.

E ancora, dal report risulta che oltre il 75% della popolazione ultra 75enne è risultata in trattamento antipertensivo nel corso del 2019, con valori superiori al 90% nella fascia 85 anni e più, senza marcate differenze tra uomini e donne. Un dato che, in media, mostra come ogni cittadino di età superiore ai 65 anni ha consumato poco più di una dose di farmaci antipertensivi ogni giorno dell'anno.

Metà della popolazione ha ricevuto farmaci antibiotici o gastroprotettori e circa il 30% è in terapia con antiaggreganti, ipolipemizzanti o Fans. Nelle donne la prevalenza di farmaci per il trattamento dell'osteoporosi è pari al 48,4%. I farmaci per i disturbi genito-urinari sono invece utilizzati dal 31,7% della popolazione maschile, che nel 20,6% è trattata con antidiabetici e nel 18,8% con farmaci per asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco). Quest'ultimo dato si spiega con una maggiore prevalenza in questa popolazione di alcuni fattori di rischio, come ad esempio fumo di tabacco, responsabili dell'insorgenza di Bpco.

Le donne hanno una maggiore prevalenza d'uso di antidepressivi (19,3% vs 10,6% negli uomini) e di farmaci per la terapia del dolore (17,1% vs 11,5%). Tra le categorie del sistema nervoso centrale, si osserva una prevalenza di oltre il 3% per antiepilettici e antipsicotici (4,3% nelle donne) e di poco più del 2% per farmaci anti-Parkinson, mentre i farmaci anti-demenza sono utilizzati dall'1,6% delle donne e dall'1,1% degli uomini.

Infine, per quanto riguarda i costi, sono gli antipertensivi la categoria di farmaci a maggior spesa pro capite nel corso del 2019, con valori simili tra uomini e donne (rispettivamente 105,3 euro e 100,2 euro), ma con un elevato gradiente per età. Tra gli uomini si passa da 81,6 euro nella classe 65-69 anni a 127,1 nella classe 80-84 (+55,8%), per poi diminuire leggermente nelle persone con 85 e più anni (+49,5%). Tra le stesse classi la differenza è ancora più marcata nelle donne, con valori che variano da 67,1 euro a 125,6 euro (+87,1%), anche in questo caso con un leggero calo nelle ultra 85enni.

Le altre categorie con elevati valori di spesa sono stati gli anticoagulanti (83,6 euro pro capite negli uomini e 72,8 euro nelle donne), gli antidiabetici (77,5 euro pro capite negli uomini e 53,4 euro nelle donne) e i farmaci per asma e Bpco, dove la differenza tra i generi è del 50% (52,3 euro negli uomini vs 34,9 euro nelle donne). Pur in presenza di simili livelli di esposizione nella popolazione (circa 50%), la spesa per antibiotici è meno della metà di quella rilevata per i farmaci per ulcera peptica e reflusso gastroesofageo (Mrge), ovvero 18 euro pro capite rispetto a 40 euro.

Al contrario i farmaci anti-Parkinson, utilizzati da circa il 2% della popolazione, presentano una spesa di 13,7 euro per gli uomini e di 8,8 euro nelle donne, valori non dissimili da quelli dei farmaci per i disturbi oculari, la cui prevalenza d'uso nel 2019 è stata pari al 7%. Come già rilevato - conclude il rapporto - le maggior differenze di genere si riscontrano nelle categorie con indicazione specifica come i farmaci per i disturbi genito-urinari (uomini 41,1 euro e donne 0,1 euro) e i farmaci per l'osteoporosi (donne 46,1 euro e uomini 8,3 euro).