Roma, 30 giu. (Adnkronos Salute) - Ogni anno sono 19mila i nuovi casi di carcinoma cutaneo a cellule squamose, più che doppi rispetto a 20 anni fa. E un italiano su tre dovrà prima o poi fare i conti con il carcinoma basocellulare, il più comune tumore della pelle con 64mila nuovi pazienti l'anno. Sono i due tumori cutanei più diffusi, ma sono anche sono poco noti e sottovalutati. La prevenzione, possibile riducendo l'esposizione al sole e utilizzando con filtri solari con fattore di protezione da 30 in su, resta il miglior modo per difendersi. Proprio per spiegare a pazienti e cittadini come proteggersi, Fondazione Aiom ha pubblicato con il contributo educazionale di Sanofi due 'Quaderni informativi' su questi due tipi di tumore, che spiegano in maniera semplice e completa i fattori di rischio, come si esegue la diagnosi e quali sono i trattamenti a disposizione. I Quaderni saranno disponibili da domani sul sito www.fondazioneaiom.it, dove si potrà rivedere anche la loro presentazione di oggi nell'area dedicata a Fondazione Aiom Tv.

In entrambe queste malattie oncologiche - spiegano gli esperti - il 95-99% dei pazienti guarisce con l'intervento chirurgico. Purtroppo non mancano casi più complessi dovuti spesso proprio a diagnosi tardive. Così per 1.500 italiani all'anno il bisturi non è una strada percorribile perché i tumori sono in zone come palpebre, naso, orecchie dove l'intervento sarebbe troppo demolitivo o deturpante, oppure perché il carcinoma è in stadio già avanzato o metastatico. Da qui la necessità della prevenzione, che passa da un'esposizione limitata al sole e dall'uso costante di filtri solari con fattore di protezione da 30 in su da riapplicare ogni 2 ore.

Le ultime novità terapeutiche portano a concrete speranze di una completa guarigione anche per i casi più difficili. E' stata infatti approvata da Aifa elle scorse settimane - ricorda una nota di Fondazione Aiom - la rimborsabilità per cemiplimab, un'immunoterapia specifica facile da seguire e ben tollerata che per la prima volta consente la regressione o, in alcuni casi, la guarigione del carcinoma cutaneo a cellule squamose anche nei casi più complessi, localmente avanzati o metastatici, che non è possibile trattare con la chirurgia. Da poco è inoltre disponibile una terapia somministrabile per via orale e ben tollerata anche per i carcinomi basocellulari localmente avanzati.

"Il carcinoma cutaneo colpisce soprattutto in età avanzata - afferma Stefania Gori, presidente di Fondazione Aiom e direttore del Dipartimento oncologico Irccs Sacro Cuore Don Calabria, Negrar di Valpolicella - questo perché si sviluppa con l'esposizione cronica ai raggi del sole: l'età media dei pazienti è 70 anni ed è più a rischio chi lavora all'aperto e chi ha un fototipo chiaro, con capelli biondi e occhi azzurri".

Il carcinoma cutaneo a cellule squamose si trova nella maggior parte dei casi su aree costantemente esposte al sole, soprattutto il volto e gli avambracci. Si manifesta con lesioni rosa/rossastre nodulari o con ulcerazioni anomale, può essere risolto con l'asportazione chirurgica nel 95% dei casi; nel 5% dei pazienti però viene riconosciuto quando è ormai in stadio avanzato oppure è inoperabile perché l'intervento sarebbe deturpante o provocherebbe danni funzionali, per esempio se si trova su una palpebra. "L'impatto del carcinoma localmente avanzato o metastatico è visivamente molto elevato, sia a livello psicologico perché i pazienti si isolano per il loro aspetto, sia a livello clinico perché si tratta di un tumore molto aggressivo, nel quale il controllo di malattia non superava di solito pochi mesi, circa 4", dice Paola Queirolo, coordinatore nazionale linee guida Aiom Tumori cutanei non-melanoma.

"Finora - continua - non avevamo armi contro i tumori non operabili, l'immunoterapia specifica con cemiplimab offre invece speranze concrete anche a questi pazienti: il carcinoma cutaneo a cellule squamose risponde infatti molto bene a questo anticorpo anti-PD-1, che 'sblocca' la risposta immunitaria del paziente". La terapia, che si effettua in ambulatorio, è ben tollerata anche nei pazienti più anziani e fragili e in Italia è già stata impiegata con successo su 350 pazienti.

Analoghe positive novità, conclude Francesco Spagnolo, segretario linee guida Aiom Tumori cutanei non-melanoma, "si sono avute di recente anche per i casi più complessi di carcinoma basocellulare: nelle situazioni più difficili in cui il tumore è localmente esteso oppure inoperabile si può intervenire con farmaci a bersaglio molecolare, vismodegib o sonidegib, che possono essere somministrati per via orale e sono ben tollerati, se gestiti da un team multidisciplinare esperto, anche dai pazienti più anziani e compromessi".