«Abbiamo sbagliato l'approccio. Con questo tipo di situazione l'aspetto tecnico e tattico ha rappresentato un ruolo relativo».

Così Moreno Longo nell'immediato dopo gara di domenica a Novara al termine della partita persa per due a uno, in maniera a dir poco meritata, dal suo Frosinone. Una dichiarazione che possiamo certamente condividere, ma non in toto. Perché se da una parte è innegabile che al "Silvio Piola" i canarini sono apparsi svuotati dal punto di vista mentale dall'altra, a nostro modo di vedere, sono anche mancati sotto il profilo del gioco. Cosa che, invece, non era accaduta in occasione della sconfitta di Perugia, quando i giallazzurri, al di là della distrazione in occasione del gol di Di Carmine, che poi si è rivelato decisivo, ha creato almeno cinque nitide occasioni per cambiare l'esito della contesa. Cosa che, invece, non è accaduta in alcun modo a Novara. Al di là dell'approccio mentale al "Piola" il Frosinone è apparso compassato e privo di idee. A tratti è sembrato addirittura di rivedere la squadra del finale della passata stagione, quando scendeva in campo limitandosi a fare il "compitino" sperando di non prendere gol. E allora lungi certamente da noi parlare di crisi, anche se nelle ultime tre partite i ciociari hanno messo nel carniere la miseria di un punto, ma alcune situazioni tattiche e di uomini in questo momento vanno da subito riviste e corrette. Premesso che in tal senso il problema più grande per Longo da questo punto di vista è rappresentato dalle assenze degli infortunati Paganini e Daniel Ciofani, due calciatori che non hanno alter ego negli uomini a disposizione dell'allenatore, resta fondamentale comunque non farli rimpiangere fino a quando non torneranno a disposizione (per il secondo si spera che questo possa accadre già in occasione del big match di sabato pomeriggio al "Benito Stirpe" contro il Palermo).

Per continuare a giocare con la difesa a tre, modulo che ha accompagnato i giallazzurri fin dal primo giorno di ritiro e quindi molto difficile da modificare adesso e subito, è fondamentale che i componenti della stessa acquisiscano personalità. Ormai sta diventando scontato che chi affronta il Frosinone decide di mettersi a specchio e puntare quindi tutto sul pressing asfissiante per togliere spazio e tempo per la giocata ai centrocampisti e lasciare quindi ai soli difensori libertà di impostare. Ed è qui che diventa fondamentale aumentare la velocità nel giro palla, ma anche provare la giocata lunga sul movimento della punta che viene incontro, per l'esterno della mediana che invece si butta dietro la linea avversaria. Personalità che non deve far difetto nemmeno ai centrocampisti, in particolare a quello che nel 3-5-2 gioca in mezzo al terzetto centrale. Perché diventa fondamentale che, anche se pressato, abbia il coraggio di andare a prendere palla e impostare.

Infine gli attaccanti. Punte leggere in questo momento e prive soprattutto della caratteristica di dare profondità, che vanno lasciate libere di muoversi e agire a loro completo piacimento.