Il Cassino si lecca le ferite dopo i quattro gol presi domenica contro l'Aprilia. Biancazzurri irriconoscibili e neanche lontani parenti di quella squadra che ha messo in riga buona parte delle big del campionato, offrendo una prestazione opaca e con poco carattere. Eppure il Cassino non aveva neanche cominciato male la gara, giocando bene fino alla marcatura biancoceleste, andando anche in rete dopo pochi minuti con Giglio prima che tutto venisse cassato da una bandierina alzata da parte dell'assistente dell'arbitro.
Il solito buon pressing, un paio di palle recuperate in zone interessanti tali da creare apprensione e un buon lavoro sulla catena di sinistra, facevano prevedere un Cassino pimpante e ben diverso da quello che si è palesato dalla seconda parte del primo tempo in poi, prima dell'inspiegabile black out. Il vantaggio di Bosi su calcio di punizione non irresistibile, spianava la strada all'Aprilia che raddoppiava poco dopo su una dormita della difesa cassinate che ben posizionata si faceva infilare dall'imprendibile Casimirri. Anche il secondo tempo dava l'illusione: Ricamato accorciava ma il Cassino, quando pareva che potesse operare un forcing convinto, si faceva sorprendere ripetutamente in contropiede dove i pontini erano implacabili con Fortunato e Casimirri negli spazi aperti dove spadroneggiavano anche a causa dello scarso filtro della mediana. Una sconfitta da archiviare al più presto ma che può rientrare senz'altro nell'ambito di un percorso di crescita imboccato dalla compagine di Corrado Urbano.

«Dopo un filotto di vittorie consecutive una sconfitta ci può stare - dice Giglio. - Forse quello che ci fa un po' più male è il fatto di come sia arrivata. Non siamo riusciti a reagire alle difficoltà. L'uno-due ci ha tagliato le gambe, dapprima una punizione e poi una palla buttata avanti da parte loro hanno segnato la prima parte di gara dove siamo andati a riposo sotto di due gol. Dopo aver accorciato, forse c'era un fallo su Maraucci a centrocampo che ha spianato l'inferiorità numerica in contropiede che ha materializzato la loro terza rete che poi è stata quella dove si è segnato il solco tra noi e loro». Un atteggiamento, soprattutto mentale, che Giglio non riesce a spiegarsi: «In realtà non so il perché di questa mancata reazione. Ci siamo ammorbiditi man mano che passavano i minuti invece di agire con rabbia. Sapevamo che l'Aprilia ci avrebbe aggredito con un pressing importante. Abbiamo commesso troppi errori, ci lavoreremo in settimana, ora vogliamo solamente buttarci questa partita alle spalle e fare tesoro degli errori perché non si riverifichino più in futuro».
In casa biancazzurra non c'è voglia di cercare alibi, neanche voglia di aggrapparsi agli episodi come quello del probabile fuorigioco fischiato a danni della punta casertana che ha cancellato il vantaggio iniziale: «Le immagini non sono chiare. Neanche io so se ci fosse o meno. Se c'era era proprio millimetrico ma dobbiamo guardare la partita nella sua interezza dove non abbiamo fatto bene. Mi sarebbe piaciuto segnare, chiaramente». Un Giglio che lotta e fa assist, votato più al sacrificio in funzione della manovra offensiva di squadra che alla ricerca della gioia personale: «Il gioco che propone il Cassino è più un gioco dove sono chiamato alla lotta per determinare quegli spazi per i compagni, il cosiddetto lavoro sporco. È chiaro, l'importante è che tutti gli sforzi siano indirizzati verso la vittoria. Se mi piacerebbe stare più vicino alla porta? Beh, sono un attaccante».

Il Cassino può subito rifarsi: domenica al "Salveti" è atteso il Trastevere che ha appena sopravanzato i biancazzurri al terzo posto. L'obiettivo concreto è di operare il contro-sorpasso per gettarsi alle spalle la partitaccia di Aprilia.