Che l'umore non sia dei migliori in casa cassinate dopo la gara persa col Cedial Lido dei Pini era più che prevedibile, ma che si arrivasse addirittura alla presentazione delle dimissioni (prontamente respinte) da parte di mister Ezio Castellucci era quanto meno inaspettato. È questo il retroscena svelato dal presidente biancazzurro Nicandro Rossi a margine della partita di domenica scorsa. Ma non per motivi tecnici: «C'è stata una dura contestazione da parte di 4-5 tifosi che in maniera aspra e fin troppo diretta, anche incivile direi, hanno attaccato con ferocia prima Macciocca, già dopo pochissimi minuti di gioco, e poi mister Castellucci. Al termine dell'incontro il mio allenatore mi ha messo in mano le sue dimissioni».

Un colpo di scena tutt'altro che atteso e prevedibile alla luce del fatto che il Cassino, sebbene zoppicante, comunque ad oggi conserva ancora otto punti sulla seconda della classe. Il primo responsabile del sodalizio biancazzurro non ha esitato nella risposta al suo allenatore: «Non se ne parla proprio. Gli ho detto che il Cassino avrebbe continuato con lui e basta. Mi rendo conto che erano pochissimi elementi a contestare ma ci sono modi e modi per esprimere il proprio dissenso».
È a dir poco amareggiato il patron Nicandro Rossi che coglie l'occasione per togliersi qualche sassolino. «Oltre a quest'episodio, leggo e sento sciocchezze di qualche tifoso, come quella che vorrebbe il Cassino voler rinunciare ad andare in Serie D per un motivo che francamente mi sfugge. I calciatori della mia squadra vengono trattati come dei professionisti tra ritiri pre partita e pre campionato. La gestione costa una tombola perché offriamo loro il meglio e li mettiamo in condizione di potersi esprimere al massimo delle loro possibilità. Io sono sempre vicino alla squadra tutti i santi giorni, butto il sangue anche io in mezzo al campo, e alla fine cosa devo sentirmi dire? Che non voglio andare in D. Credo che chi dica queste cosa non voglia il bene della squadra, mi stanno facendo passare la voglia».

Vuoi l'appannamento, vuoi il rilassarsi, vuoi il nervosismo, il Cassino adesso è meno corazzata. E si vede dai numeri: sette punti nelle ultime sei gare (con quattro gol fatti e cinque subiti) non possono essere un ruolino di marcia di una candidata alla promozione. Lo sa il presidente, lo sa squadra e lo sa mister Castellucci che ora è chiamato a invertire la rotta. «Castellucci ha tutto l'appoggio e la fiducia della società - spiega ancora il presidente del Cassino - troverà sicuramente l'antidoto per uscire da questa situazione, non attraversiamo una fase felicissima del campionato e credo che questo sia il momento di stare vicino alla squadra, sostenendola, per non distruggere il sogno della Serie D».
«Vedo gente inferocita contro la società che comunque fa sacrifici notevoli - continua il patron del Cassino - ma tuttavia, con tutte le nostre pecche, siamo primi a otto punti dalla seconda, credo che qualcosa di buono lo stiamo facendo. Mi domando se davvero meritiamo questo genere di trattamento anche da una minima parte del tifo, non vedo la stessa attenzione nei confronti dell'amministrazione comunale che è totalmente assente. Perché le deleghe dello sport non le danno a me? - aggiunge provocatoriamente Rossi - calcio e basket li stiamo portando avanti io e Donatella Formisano, da soli senza lo straccio di una presenza. Se noi ci dovessimo tirare indietro non ci sarebbe nessun altro disposto a portare avanti questi due sport a certi livelli perché ci si rimettono solo i soldi, non ci si guadagna».

Infine una battuta doverosa sulla sospensione del Daspo che permetterà al presidente del Cassino di poter seguire i suoi ragazzi: «Sono molto contento, ringrazio il questore di Frosinone che ha sospeso una misura francamente ingiusta. Non sono assolutamente un violento».
In calendario domenica prossima c'è la Vis Artena, partita difficile ma la giusta occasione per ripartire di slancio.