A Valle Paradiso vengono officiati culti da un ministro non riconosciuto dalla chiesa cattolica. Il vescovo Spreafico ammonisce i fedeli e si dice pronto a scomunicare quanti continueranno a partecipare agli incontri. Sotto accusa i riti celebrati nella cappella privata dedicata alla Santissima Trinità.

Il caso è scoppiato il giorno dell’Immacolata. Nelle chiese di Veroli, Boville e Monte San Giovanni Campano è stata imposta la pubblica lettura e successiva affissione della notifica inviata da monsignor Spreafico ai rispettivi parroci. «Insegna il Concilio –si legge nella nota - i vescovi devono svolgere il loro ufficio apostolico come testimoni di Cristo al cospetto di tutti gli uomini, interessandosi non solo di coloro che già seguono il Principe dei pastori, ma dedicandosi con tutta l’anima anche a coloro che in qualsiasi maniera si sono allontanati dalla via della verità. Per questo il vescovo diocesano è chiamato ad esercitare la vigilanza sulla fede del ministero della evangelizzazione, della santificazione e del governo del popolo di Dio. Ora – spiega l’alto prelato - da alcuni mesi, nella cappella privata in via Valle Paradiso si riuniscono fedeli cattolici per assistere a forme di culto officiate da un ministro non appartenente alla chiesa cattolica né in comunione con essa. Per conservare la verità della fede e per esercitare la sollecitudine di padre verso i fedeli della diocesi, sento il dovere di ammonire coloro che partecipano alla pratica del culto che si tiene in questa cappella privata perché se ne allontanino per evitare che, persistendo nell’errore, incorrano in seguito nelle pene prescritte dalla legge ecclesiastica, non esclusa la scomunica “latae sententiae”».

E conclude: «Stabilisco che la presente notifica sia affissa alle porte di tutte le chiese di Boville Ernica, Veroli, Monte San Giovanni Campano, Casamari e sia letta e spiegata dai sacerdoti nelle chiese di queste città al termine della messa della solennità dell’Immacolata concezione, delle successive domeniche di Avvento e della solennità del Natale di nostro Gesù Cristo».

La cappella in questione apparteneva a Don Paolino Villani, passata poi agli eredi. Durante l’anno, i fedeli erano soliti riunirsi per celebrare la festa della Santissima Trinità. Le messe erano officiate di tanto in tanto dal prete secondo le esigenze pastorali della parrocchia. A fronte però di un clero che diminuisce e di sacerdoti sempre più impegnati, è venuta meno quella tacita collaborazione che ha lasciato spazio ad un’organizzazione del tutto autonoma nella gestione del culto.

La risposta dei fedeli, ormai affezionati alla “chiesetta”, non si è fatta attendere e in molti hanno continuato a frequentarla nonostante la presenza di un nuovo “ministro”. La cappella, in realtà, apparterrebbe ormai alla Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala la cui sede principale è a Roma e il cui arcivescovo di riferimento è Sua Beatitudine Alessandro I (Alessandro Meluzzi).

Proprio nel sito istituzionale, viene riportata la cappella ciociara (con tanto di foto) riconosciuta addirittura come Chiesa della Santissima Trinità, parrocchia di Valle Paradiso, cattedrale-sede e parchiale per la provincia di Frosinone. Sono citati anche il nome del “clero” e del “sacrestano” di zona. La liturgia, c’è scritto, si tiene ogni domenica alle ore 10. Una chiesa che però non riconosciuta dalla dottrina cattolica.

Una realtà indipendente, slegata anche dalla chiesa ortodossa tradizionale. Ora la gente non sa cosa fare. Quella cappella era un punto di riferimento. Don Pawel Maciaszeck, parroco della Madonna delle Grazie ha dichiarato: «Vista la decisione del vescovo, non posso che invitare i fedeli a prendere le dovute distanze da quella cappella dove si celebra non il rito cattolico».

Dopo un primo tentativo di correggere i fedeli che in buona fede continuavano a “farsi segnare le messe”, l’intervento di monsignor Spreafico è diventato perentorio: quella non è la chiesa di Cristo e i fedeli che continueranno a frequentarla incorreranno nelle pene prescritte dalla legge ecclesiastica.