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Domenica 04 Dicembre 2016

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Gli studenti del Sulpicio salutano il presidente Armando Frusone

Il preside Armando Frusone

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Gli studenti del Sulpicio salutano
il presidente Armando Frusone

Veroli

Una vita intera dedicata all’insegnamento, il preside Frusone lascia la scuola dopo 49 anni di servizio. Un nuovo viaggio lo attende tra i suoi romanzi e la famiglia.

Docente di Storia dell’arte, Armando Frusone ha insegnato a Veroli quando ancora c’era il Liceo Classico.
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Era il 2007 quando dall’istituto Luigi Angeloni di Frosinone, dove era preside dal 2003, è approdato al “Regio liceo scientifico”. Un’esperienza significativa che ha concluso ieri, 31 agosto, dopo quasi 50 anni trascorsi tra l’insegnamento e la presidenza.
«Quando sono arrivato al Sulpicio – ha raccontato Frusone - ho cercato di puntare più sulla qualità che sulla quantità. Lascio un istituto in salute, anche se negli anni il numero degli iscritti è diminuito. Del resto, non potevamo fare di più e il calo è in gran parte legato alle scelte dei ragazzi, sempre più orientati verso indirizzi tecnici-professionali. Mancano, poi, buoni collegamenti con i Comuni limitrofi per cui anche gli studenti di Castelmassimo o del Giglio preferiscono Frosinone e Sora proprio perché meglio collegate. Nonostante tutto, la nostra è una scuola che mantiene livelli medio alti, dove i ragazzi lavorano sodo e vivendo in un ambiente sereno non hanno mai dato problemi. I dati ci danno ragione e quello di Veroli è uno degli istituti più prestigiosi della provincia».
Ma sono gli studenti a fare la differenza. «I nostri ragazzi sono e saranno sempre la parte valida e sana della scuola –ha riferito Frusone- segno che se li tratti bene, allora puoi sperare di costruire qualcosa di serio e tanti sono quelli che ancora oggi ci ringraziano».
Otto anni di ricordi nel cassetto. «Più di tutto porterò via con me le esperienze dei viaggi. Ricordo ancora la visita ai campi di Auschwitz, tante le critiche dei genitori ma anche tante le telefonate di stima di chi aveva trovato i figli cambiati, la prova che quell’esperienza era stata davvero formativa».
Troppe le responsabilità per un dirigente che, in questi anni, si è spesso ritrovato solo. «Ho dovuto imparare a risolvere i problemi senza contare sugli altri –ha confessato Frusone- ma è meglio così». Ora è pronto a lasciare la poltrona degli uffici di Piazzale Vittorio Veneto per dedicarsi alla scrittura, la sua prima passione. Il primo romanzo, “Il segreto dei Malpensa”, ha già entusiasmato molti lettori. La prossima storia avrà inizio il giorno di San Valentino del 1821 e sarà il brigante Chiavone ad animare le pagine del nuovo “giallo”.

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