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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Dom Buttarazzi saluta i suoi fedeli
«Vi lascio in buone mani»

Il vecchio abate di Casamari dom Buttarazzi

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Dom Buttarazzi saluta i suoi fedeli
«Vi lascio in buone mani»

Veroli

Hanno frequentato per due anni lo stesso seminario a Brindisi, le loro strade non si sono mai divise, hanno continuato a collaborare anche a distanza di anni.

Una continuità che prosegue ancora più forte come precedessore e successore. Due uomini di fede che si sono ritrovati a condividere un’importante pagina della loro vita: l’elezione all’abbazia di Casamari. Con il suono delle campane, alle 17.30 circa, è stato annunciato il nominativo scaturito dal ballottaggio, il nuovo abate è dom Eugenio Romagnuolo. Padre Silvestro Buttarazzi, dopo diciotto anni, lascerà la storica abbazia. L’avvicendamento avverrà a metà settembre. Dom Silvestro non ha ancora deciso dove si trasferirà, forse a Brindisi o nella vicina Trisulti.
L’elezione è avvenuta martedì. Sono stati trentanove i monaci e delegati che hanno partecipato al voto, arrivati anche dai monasteri del Brasile e dell’Eritrea.
Dom Eugenio attualmente è a Sermoneta. Nato a Cerignola (Foggia) il 17 giugno del 1946 è stato ordinato sacerdote nel 1974. È stato priore e parroco della parrocchia di Santo Stefano in Valvisciolo, Sermoneta (Latina).
L’insediamento del nuovo abate e il saluto alla comunità avverranno a metà settembre. I fedeli attendono di conoscere chi prenderà il posto di Buttarazzi, della persona a cui hanno affidato le loro preghiere, paure, problemi. Un uomo di fede stimato da tutti, un punto di riferimento per tante persone, che si è sempre contraddistinta per le sue omelie, per le opere di solidarietà, per l’aiuto concreto dato a chi ha bussato alla sua porta in cerca di una parola di conforto, di un sostegno. Ha presenziato importanti eventi in tutta la provincia, organizzato mostre, presentato libri, lavorato alla realizzazione dell’infiorata del Corpus Domini.
Ieri mattina abbiamo incontrato l’abate emerito Buttarazzi. Era sereno, accogliente, cordiale, come sempre. «La persona conta fino ad un certo punto, che si chiami Silvestro o Eugenio non è importante - ha sottolineato - I fedeli, i monaci, devono considerare il nuovo abate come un padre che sa ascoltare e di cui bisogna avere fiducia. Una persona a cui aprirsi per qualsiasi necessità, senza paura».
Buttarazzi e Romagnuolo si conoscono da anni, insieme sono stati in seminario e hanno condiviso tante iniziative. «Sono contento che sia lui il nuovo abate, perché lo merita. Mi piace che ci sia questa continuità in questo senso».
La comunità si prepara, dunque, ad accogliere Romagnuolo e a ringraziare dom Buttarazzi che in questi anni è stato un punto di riferimento per tutta la comunità religiosa e per i fedeli. I tanti che al suono delle campane hanno provato una grande emozione.

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