Ritrovata dopo circa 150 anni l’orma dell’epigrafe di Pecorile, a Sant’Elia Fiumerapido: «Le ultime notizie risalivano al 1873 quando Marco Lanni, nella sua monografia, elencando e parlando dei “monumenti lapidari” presenti in territorio di Sant’Elia scriveva: “La quarta è in contrada Pecorile, sul muro di una casa di campagna. A questa lapide è mancante la cornice a sinistra” nonchè il principio di tutta l’iscrizione - ha spiegato lo storico Bendetto Di Mambro che ha dato inizio ai suoi approfondimenti per trovare finalmente l’epigrafe che si ritiene possa essere per Caio Quinzio Valgo, un potente magistrato irpino, sostenitore di Silla (I sec a.C.) e grande incettatore di beni fondiari, fra cui, oltre a latifondi campani dell’Irpinia, di Pompei ed Ercolano, quelli del Pecorile di Sant’Elia - Dal 1999 ha avuto inizio la mia ricerca della casa di campagna di Pecorile e della relativa “epigrafe scomparsa”. Dopo tanti sopralluoghi e attente osservazioni sono riuscito a individuare la villa rustica contenente l’epigrafe rimasta forse murata in lavori di ristrutturazione dell’edificio, avvenuti proprio negli anni ’60 - ha continuato Di Mambro - Poi, nei giorni scorsi, alcuni amici ed io, abbiamo fatto la sensazionale scoperta: allargato lo scavo e la lastra, seppur spezzata e parzialmente rovinata, è saltata fuori l’epigrafe. Davanti a noi i resti di un “colombarium”, un loculo scavato nel muro interno di una casa di campagna. La lastra da noi rinvenuta era stata sicuramente riutilizzata, durante quei lavori, per coprire quel cavo. Fra le pietre sotto l’intonaco è rimasta l’intera impronta della lastra che riporta l’iscrizione».