Grandi emozioni ieri sera in Piazza San Rocco a Casalvieri, dove la leggenda del calcio Marco Tardelli ha ripercorso la sua carriera e la sua vita, per sempre riassunta nell’urlo del Bernabeu dell’82, immagine scolpita nell’immaginario collettivo di intere generazioni. Ma il Festival delle Storie continua, incessante, il suo viaggio nella Valcomino e oggi, penultima tappa, fa sosta a Gallinaro, dove si alterneranno - tra Piazza Cuore del Gesù e Piazza San Giovanni Battista – scrittori, intellettuali, imprenditori, come da tradizione di una manifestazione che dal 2009 incanta con i suoi contenuti e la sua scelta di sfruttare le suggestive location di antichi borghi per trasmettere cultura e conoscenza.

Dopo gli incontri con il romanziere e critico Andrea Caterini (“La preghiera nella letteratura”) e con il saggista ed editore Gianluca Barbera (“La truffa come una delle belle arti”), la giornata di Gallinaro vivrà il suo momento più atteso alle 18.30, quando salirà sul palco Giovanni Floris. Il giornalista - uno dei volti più noti del talk-show televisivo di carattere politico, economico e sociale - ha condotto per anni “Ballarò” ed è ora al timone di “Dimartedì”, su LA7, ma per l’occasione svestirà i panni di anchorman per raccontare la sua esperienza di autore letterario. Floris, infatti, presenterà al Festival delle Storie il suo secondo romanzo, “La prima regola degli Shardana”, libro favolistico ambientato nella sua Sardegna, territorio aspro e carico di leggende, che si anima di personaggi mai banali - picari e guasconi, affaristi e sfruttatori - che sintetizzano le tante sfumature di una terra controversa, ma di indubbio fascino.

In serata, tra gli altri, da segnalare gli appuntamenti con Mariano Sabatini e con Fabrizio Roncone. Il primo, giornalista e autore televisivo (“Tappeto Volante”) narra ne “L’inganno dell’ippocastano” una Roma meravigliosa, ma pericolosa, dove il confine tra innocenti e colpevoli si fa sempre più sottile e indistinguibile. Roncone, inviato speciale del “Corriere della Sera”, con “La  paura ti trova”, svela l’anima ormai marcia della città eterna, popolata da figure ambigue in cerca della giusta collocazione. Due romanzi che dipingono perfettamente l’amaro presente di quello che era un teatro di sogni e che ora svela il suo lato più oscuro. Temi di stringente attualità, insomma, che confermano ancora una volta la capacità di reclutamento e di programmazione del Festival delle Storie e di Vittorio Macioce. Prima della chiusura, in programma per domani a San Donato, un’altra giornata da non perdere e da vivere nel caratteristico centro storico di Gallinaro.