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Festival delle Storie: un parterre de roi in Valcomino
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Festival delle Storie: un parterre de roi in Valcomino

Il cartellone

Ospiti di rilievo, scrittori affermati ed emergenti, volti noti della tv, le suggestive location offerte dalla Valcomino e dai suoi piccoli borghi: il Festival delle Storie è partito giovedì da Alvito riannodando i fili delle passate edizioni e mettendo la cultura al centro di una dieci giorni che si preannuncia intensa, colma di significati, ma anche di cordoglio per gli eventi drammatici che hanno colpito il Centro Italia e che non possono passare inosservati in un territorio, quello del Basso Lazio, così adiacente a quello del sisma, sia da un punto di vista geografico, sia da quello storico e antropologico.

Dopo aver toccato, appunto, Alvito e Picinisco, nella sua terza giornata, il Festival delle Storie fa oggi tappa ad Atina, dove è prevista una giornata ricca di appuntamenti. A mezzogiorno, presso la casa-museo Académie Vitti, gli attori Gianclaudio Lopez, Carlo Ettorre e Laura Mazzon si produrranno in una lettura drammatizzata del carteggio tra gli intellettuali Dino Buzzati e Silvio Ceccato, che nella loro corrispondenza si interrogavano sul destino dell’Europa, anticipando il clima di precarietà che di fatto contraddistingue i nostri tempi.

Nel pomeriggio, il palco della manifestazione si sposterà nel cortile del Palazzo Ducale di Atina, che ospiterà, dalle 19, Widad Tamini che racconterà la sua saga familiare – è figlia di un profugo palestinese e di una donna ebrea – ed il suo presente fatto di desiderio di integrazione. A seguire, spazio a Lexy Ortega e Mario Leoncini, scacchisti di fama mondiale, che spiegheranno la simbologia di un gioco che in sé possiede la metafora delle vita, della morte, della guerra e dell’infinito, della matematica e dei numeri.

In prima serata, incontro attesissimo con Antonio Pennacchi, l’ex operaio divenuto scrittore apprezzato, vincitore del Premio Strega con “Canale Mussolini”, testo fondamentale che racconta la bonifica dell’agro-pontino e spiega, con dovizia di particolari, la storia geopolitica e sociale della nostra regione. Dalle 23, luci su Roberto Giacobbo, popolare conduttore di “Voyager”, che spiegherà i misteri dell’epigenetica, la scienza che studia i principi dell’ereditarietà dei caratteri e delle emozioni.

Dopo mezzanotte, nella panoramica Via Amerigo Vecchione, chiude la serie di eventi un reading di David Duszynski su Mohammed Alì. Tratto da un testo di Vittorio Macioce, il “deus ex machina” del Festival delle Storie, il racconto sviluppa la straordinaria parabola della “farfalla che punge come un’ape”, del bambino povero che ha scalato il mondo fino a diventare uno degli sportivi più riconoscibili di tutti i tempi. Una lettura che promette di essere coinvolgente, per concludere una giornata di altissimo spessore culturale.

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