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Martedì 06 Dicembre 2016

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Frosinone, stavolta il cuore non bastaAll'Olimpico la Lazio vince 2 a 0
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Frosinone, stavolta il cuore non basta
All'Olimpico la Lazio vince 2 a 0

Frosinone calcio

Un ottimo Frosinone non riesce ad evitare la sconfitta nella trasferta dell’Olimpico contro la Lazio.
Nonostante la solita prova tutto cuore e carattere, l’undici di Stellone torna a casa senza punti, battuto per 2 a 0, ma al termine di una prova in cui per lunghi tratti è stato capace di mettere addirittura in seria difficoltà la più quotata formazione biancazzurra.

Il modulo
Stellone propone il solito 4-4-2 che in fase di non possesso si trasforma in un 4-5-1 con, a turno, uno tra Daniel Ciofani o Dionisi che si abbassano per non permettere a Biglia di costruire gioco. Rispetto alla gara vinta lunedì sera contro l’Empoli il tecnico dei canarini non dispone dell’infortunato Diakité. Al suo posto al centro del pacchetto arretrato, a far coppia con Blanchard, un esordiente assoluto in massima serie, Bertoncini. Sugli esterni di difesa Rosi, a destra e Pavlovic a sinistra. Mediana con ben tre novità rispetto alla sfida contro i toscani. Dentro Paganini, Gucher e Chibsah, che prendono il posto di Tonev, Gori e Sammarco. Davanti conferma per la coppia Daniel Ciofani-Dionisi.

La cronaca
Inizio difficile per la formazione canarina, con la Lazio che grazie a un ottimo giro palla costringe l’undici di Stellone sulla difensiva, ma il Frosinone non concede spazi. Al 6’ Biglia in verticale per Djordjevc che fa la sponda all’indietro per Lulic. Conclusione dai sedici metri del difensore con palla alta. Al 10’ Anderson costringe Leali a una difficile respinta in angolo e sulla battuta da corner Gentiletti sfiora di testa il vantaggio. Al 12’ il Frosinone mette il naso fuori dal guscio con una bella punizione di Pavlovic che Marchetti alza in angolo con qualche difficoltà. La Lazio a torna a farsi pericolosa al 25’ e anche questa volta da sviluppi di calcio d’angolo con Hoedt che colpisce di testa in piena area, ma Leali blocca senza difficoltà. Alla mezz’ora Dionisi viene fermato in dubbia posizione di fuorigioco mentre sta per presentarsi tutto solo davanti a Marchetti. Al 35’ ci prova Kishna. Punta Pavlovic e una volta in area calcia di punta con la palla che termina di un soffio a lato. Al 37’ esce Marchetti che a inizio gara aveva subito un colpo fortuito. Entra Berisha e subito Paganini lo chiama all’opera con un destro dai venti metri parato a terra. Il tempo si chiude con un colpo di testa di Parolo che termina sul fondo.

La ripresa
Il secondo tempo si apre con una nitida palla gol per il Frosinone. Doppio scambia al limite dell’area Dionisi, Ciofani-Dionisi, con quest’ultimo che salta Gentiletti e calcia un gran diagonale che Berisha manda in angolo con una parata miracolosa. E’ il Frosinone a fare la partita. Soddimo dai sedici metri chiama l’estremo difensore dei padroni di casa al secondo intervento prodigioso in angolo. Dalla battuta del corner stacco imperioso di Blanchard e palla che colpisce la traversa e torna in campo. Sul capovolgimento di fronte, però, è la Lazio a sfiorare il vantaggio con Rosi che salva sulla linea. Ma alla prima vera azione della ripresa la Lazio passa. E’ il 35’ quando il neo entrato Keita trafigge Leali con un perfetto diagonale dal limite. L’ex Barcellona è scatenato e al 39’ chiama il portiere dei canarini a un’altra difficile parata. Il Frosinone ci prova in tutti i modi. Stellone inserisce Verde e Castillo (sullo 0 a 0 Tonev era subentrato a Paganini), ma le sue mosse non danno i frutti sperati. Al 48’, anzi, la Lazio raddoppia. Con il Frosinone tutto in avanti i biancocelesti vanno in contropiede tre contro uno (addirittura Dionisi) e per Djordjevic è un gioco da ragazzi metter nella porta sguarnita la palla del definitivo 2 a 0.

Commento
Nonostante la sconfitta il Frosinone non può davvero rimproverarsi nulla. Se non quel pizzico di sfortuna che sul punteggio di 0 a 0 ha visto la traversa respingere un colpo di testa a botta sicura di Blanchard. Per il resto deve crescere nei ragazzi di Stellone ulteriore consapevolezza di avere tutti i mezzi per centrare quello scudetto chiamato salvezza.

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