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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Centro analisi in... emorragia Il laboratorio perde due tecnici

Un tecnico a lavoro

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Centro analisi in... emorragia
Il laboratorio perde due tecnici

Sora

Sora nel mirino, forse è il caso di cambiare aria. Continua senza sosta, con tutte le amministrazioni regionali degli ultimi venti anni, con o senza rappresentanti politici, prima con lo schieramento di centrodestra ma poi anche con l’altro di centrosinistra, l’opera di demolizione dei servizi forniti dalle strutture sanitarie di Sora.

Sono anni che il territorio subisce, prima anche con reazioni eclatanti, poi man mano abbassando gli occhi, con il disincanto e la rassegnazione di chi, probabilmente, ha capito che tanto il destino è segnato. E che soprattutto non si sono le possibilità di cambiare il verso di un percorso che porta verso il nulla. 
Tutto nasce dal 1995 con il trasferimento nel nuovo ospedale di via San Marciano e la contemporanea chiusura degli ospedali di Isola Liri, Arpino e Atina. Responsabilmente dal territorio si accettò il sacrificio con la speranza, quasi certezza allora, che il SS.Trinità di Sora, come era nei piani aziendali, sarebbe diventato il punto di riferimento della sanità, con punte di eccellenza, per oltre 120mila persone.
Come è andata a finire è noto a tutti. Negli anni, smantellamenti inarrestabili di reparti, posti letto che svanivano, numeri delle prestazioni del pronto soccorso magicamente truccati, riconoscimento di Dea di primo livello scomparso nel nulla, medici in pensione e trasferimenti occultati, macchinari obsoleti e non riparati, personale mortificato. Per non farci mancare niente, ora le voci sul laboratorio analisi.
A lanciare l’ennesimo allarme è Roberto De Donatis, consigliere comunale di Patto Democratico per Sora.
«Incessantemente arrivano brutte notizie per l’ospedale SS. Trinità di Sora – attacca l’esponente politico evidenziando che - dal 1 settembre perderemo un tecnico laureato del Laboratorio Analisi, in trasferimento presso l'ospedale di Frosinone e un altro sarà ridotto a mezzo servizio, perché trasferito part-time sempre in direzione dello stesso Ospedale. Per tale reparto, già depauperato nello scorso anno con l'eliminazione di tutta l’attività analitica non direttamente erogabile in regime di urgenza, questo ulteriore scippo si traduce in un inesorabile smantellamento dell'intero servizio, che non sarà più possibile coprire nei giorni festivi e prefestivi, con il conseguente declino progressivo, anticamera della chiusura definitiva».
Un’altra mazzata per il nosocomio cittadino e «il tutto aggravato dall’assenza di tecnici laureati in un reparto che dovrebbe essere la colonna portante di altri settori, tra cui spicca proprio quell’Oncologia, che nelle promesse rimaste finora su carta, sarebbe dovuta diventare un’eccellenza».
Per Roberto De Donatis, insomma, «trasferita e promossa a Roma la Mastrobuono, per il killeraggio svolto nei confronti della sanità provinciale, continua senza sosta la delittuosa opera di sottrazione del diritto alla salute». Ma «così non si può più andare avanti: bisogna lavorare per un autunno infuocato, prendendo in seria considerazione ogni modalità istituzionale per la scissione da questa Regione». Negli ultimi tempi si moltiplicano quindi le voci per cambiare regione. Sora confina con l’Abruzzo e la storia parla di legami millenari con la terra della Marsica, molto di più dei contatti con la Ciociaria, percepita come lontana e diversa. E dopo le mazzate, ora c’è già chi pensa al referendum.

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