Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Domenica 11 Dicembre 2016

Meteo Frosinone









Marocchino occupa un appartamento: intervengono i carabinieri
0

Botte e manette per un caffè negato

San Giorgio a Liri

Botte da orbi tra dirimpettai. Intervengono i carabinieri che, dopo un tentativo di riportare la calma, sono stati aggrediti da uno dei coinvolti finito poi in manette. Motivo del contendere: un caffè negato. Sarebbe stato questo, almeno secondo quanto riferito ieri dal ventisettenne marocchino arrestato per resistenza a Pubblico ufficiale, ad accendere la miccia.

Quando i militari della Stazione di San Giorgio a Liri, coordinati dal maresciallo De Angelis, della Compagnia di Pontecorvo (agli ordini del maggiore Imbratta) sono arrivati sul posto per tutt’altro intervento non potevano di certo immaginare il parapiglia che di lì a poco si sarebbe scatenato. Urla, rumori forti e toni concitati hanno immediatamente attratto le attenzioni dei militari che si trovavano nella zona delle case popolari: in una frazione di secondo i carabinieri hanno bussato all’appartamento da cui proveniva il trambusto sospetto. E hanno cercato di capire cosa stesse accadendo.

Dopo aver diviso i due uomini coinvolti nella lite, il ventisettenne ed un cinquantaquattrenne di San Giorgio che si trovava nella stanza con i suoi fratelli, hanno ascoltato la versione del giovane: la lite tra i due dirimpettai non sarebbe nata per problemi di civile convivenza. Nessuna questione di parcheggio o di possesso di uno spazio comune. Nè, tantomeno, nessuna acredine per una donna. A innescare il detonatore della rabbia cieca del ventisettenne sarebbe stato, a suo dire, un caffè che il suo dirimpettaio gli avrebbe negato. Per questioni personali o di altra natura, non è dato sapere. Di certo, dopo un primo momento in cui i militari avevano calmato il giovane, la sua insofferenza lo avrebbe travolto nuovamente. Divincolatosi in un balzo ha divorato le scale raggiungendo ancora l’appartamento del cinquantaquattrenne. E ancora botte senza sosta.

I carabinieri che lo hanno seguito come un’ombra lo hanno bloccato con estrema rapidità finendo per essere anche loro aggrediti. Il giovane è finito in manette. E ieri, con un patteggiamento, dopo la convalida della misura, è stato condannato a 4 mesi con la sospensione condizionale della pena.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400