Tanto tuonò che... spiovve. L'assessore regionale all'ambiente Mauro Buschini ha revocato la determinazione «che approvava la tariffa di ingresso all'impianto di trattamento meccanico biologico della società Saf spa con un aumento per i Comuni di circa il 30 per cento». A darne notizia è lo stesso Buschini, dopo che in provincia di Frosinone si era scatenato un autentico pandemonio politico. Con Forza Italia salita letteralmente sulle barricate, a sei mesi dalle elezioni regionali fra le altre cose.

La Regione Lazio, con la determinazione numero G11952 del 4 settembre scorso (a firma di Mauro Lasagna, responsabile della direzione delle risorse idriche, difesa del suolo e rifiuti), aveva stabilito di aggiornare la tariffa: da 102,94 a 138,60 euro a tonnellata pesata all'ingresso della Saf. L'aggiornamento avrebbe avuto effetto retroattivo, a partire dal 1 gennaio 2015. Questo perché la Società Ambiente Frosinone aveva chiesto un aggiornamento della tariffa già nel 2015. Una sorta di atto dovuto secondo i vertici della Saf, come una sorta di adeguamento Istat.

Ma è evidente che una crescita del 30% della tariffa comporterebbe un aumento della Tari (tassa sui rifiuti) dei singoli Comuni, con effetti sulle tasche delle famiglie e dei cittadini. Così come sarebbero i Comuni con una percentuale minore di raccolta differenziata a doversi caricare dei costi maggiori. Fatto sta che alla fine Mauro Buschini ha ingranato la marcia indietro, revocando l'aumento della tariffa.

Spiega l'assessore regionale all'ambiente: «Ciò è stato possibile tenendo conto dell'incidenza dei finanziamenti della Regione Lazio, con un contributo per la società Saf spa di 6 milioni in conto capitale erogato alla Provincia di Frosinone per la realizzazione di opere che massimizzano la tutela ambientale e minimizzano i costi di gestione. Solo dopo la verifica dell'impiego e del risultato di tale importante investimento si potrà rivedere la tariffa di accesso all'impianto visto che, gli investimenti finalizzati alla ottimizzazione della raccolta, diminuzione dei rifiuti e risparmio sulla gestione producono i loro effetti nel medio periodo. Ai 6 milioni erogati per Saf, si aggiungono gli 8 milioni per la realizzazione delle isole ecologiche dei Comuni in provincia di Frosinone e i 56 milioni previsti dai bandi regionali per il compostaggio e le isole ecologiche in tutta la Regione. Investimenti che incideranno sulla riduzione dei rifiuti che vanno a trattamento e sul risparmio economico, anche per gli utenti finali e dunque i cittadini, per la gestione degli impianti».

C'è però un altro aspetto da tenere in considerazione e cioè i crediti che la Saf vanta nei confronti di una ventina di Comuni morosi. Una somma che si attesta sui 30 milioni di euro. La Società Ambiente Frosinone ha deciso di inviare una lettera a questi Comuni, chiedendo, entro il 30 settembre, un piano di rientro per onorare i debiti. In caso contrario verranno prese in considerazione altre misure: dai decreti ingiuntivi al blocco del conferimento. Il presidente della Saf Mauro Vicano ha tenuto finora un atteggiamento di responsabilità, dettato dalla consapevolezza che diversi enti locali sono alle prese con situazioni economico-finanziarie non semplici. Ma a questo punto la Saf deve mettere al primo posto la necessità di recuperare somme importanti.

Nel 2016 la società ha chiuso con un utile di 400.000 euro, mentre dodici mesi prima si era arrivati a 4 milioni di euro, in virtù del trattamento dei rifiuti provenienti da fuori provincia di Frosinone. Ad ogni modo l'aumento della tariffa del 30 per cento è stato scongiurato.