Poliambulatorio, a rischio l'attività settimanale di ostetricia e ginecologia. La necessaria "copertura" richiesta su altri presidi sanitari potrebbe penalizzare la struttura di via Lucio Alfio che ha già subìto tagli. Intanto si attendono notizie sulla Casa della salute, prevista nell'atto aziendale. Ancora minacce di riduzione del personale, con gravi disagi per gli oltre 20mila abitanti della città ernica. Questa volta sarà ostetricia a subire tagli, dopo psichiatria.

«L'amministrazione può fare poco - ha dichiarato il consigliere di opposizione Egidio Lombardi, ex assessore alla Sanità - A quanto pare, l'attuale carenza di personale potrebbe portare già dal prossimo mese ad una ridistribuzione del servizio su altri comuni. Veroli subirà perciò una riduzione delle attuali dieci ore. Si tratterebbe di una necessità provvisoria, speriamo solo che sia vero. È chiaro che una volta ridotto il servizio, non sarà facile tornare indietro. Del resto, è accaduto così per psichiatria. Il rischio c'è e siamo preoccupati».

Per la città ernica si è parlato anche di Casa della salute.

«La struttura di via Lucio Alfio che attualmente ospita il poliambulatorio - ha fatto notare Lombardi - non è proprio adeguata. Se veramente esiste una sola possibilità, serve una struttura con certi standard che nemmeno il vecchio ospedale potrebbe offrire. Dobbiamo darci da fare se vogliamo investire sulla Sanità locale. La scuola Valente, prossima al recupero, potrebbe offrire un intero piano oltre al parcheggio antistante. Ma anche questa è una delle possibilità che andrà poi valutata con gli organi competenti. Bisogna però avere idee chiare, soldi e volontà politica di intervenire».

Una città che non riesce ad avere una Commissione Sanità e nemmeno un assessore al ramo, può investire sulla sanità?

«I lavori sono fermi - ha commentato Lombardi, nominato ad inizio mandato presidente della terza commissione - Una situazione paradossale. Non è nemmeno normale che non ci sia un assessore ai servizi sociale con il 30% delle famiglie al limite dell'indigenza. Un esperto che conosce il territorio serve. Cretaro e i funzionari lavorano, ma credo che una realtà come la nostra meriti qualcosa di più».