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Tutti a caccia di Pokémon: un fenomeno che ha invaso anche la Ciociaria
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Tutti a caccia di Pokémon: un fenomeno che ha invaso anche la Ciociaria

Provincia

«Mario, sono mamma, dove sei?».
«Dietro la fontana della villa comunale. Ma adesso non posso parlare: sono impegnato».
«E cosa ci fai lì a quest’ora ? » .
«Sto cercando Bulbasaur».
«E chi è?».
«Un Pokémon, ma’!».
La realtà non supera la fantasia: ora ne fa parte perché è “aumentata”. Noi che ci regalavano il retino per prendere le farfalle e il resto del mondo che sta letteralmente impazzendo per quegli animaletti venuti fuori dalla matita temperata nel 1996 da Satoshi Tajiri che Nintendo trasforma in un videogioco per il Game boy.

L’invasione dell’Europa risale a pochi giorni fa, ma questo esercito virtuale ha ipnotizzato anche Canada, Russia, Stati Uniti e l’intero globo terracqueo. Creature immaginarie che gli umani (mica tanto!) possono catturare, allenare e far combattere nelle palestre, affrontando altre squadre. A dirla così sembra un gioco da ragazzi: invece lo fanno tutti. O quasi. Contagioso al pari di una malattia infettiva, che attacca chiunque abbia nostalgia di quel videogame anni ’90 e, neanche a dirlo, ha conquistato le giovani generazioni. Che non si fermano davanti a nulla, figuriamoci se si tratta della versione ultrafuturistica della tecnica mista inaugurata da Robert Zemeckis nel 1988 con “Chi ha incastrato Roger Rabbit ”. Si chiama “Pokémon Go” la nuova app per iOS e Android che utilizza la realtà aumentata e la tecnologia Gps.

COME SI GIOCA

Scaricando la app su tablet e smartphone, si viene “dotati” di un Pokémon starter da scegliere tra Bulbasaur, Charmander o Squirtle. Attraverso l’utilizzo dell’applicazione, che localizza la posizione del protagonista con il segnale satellitare, si visualizzano altri mostriciattoli che possono essere raggiunti, catturati attraverso le “Poké ball” e potenziati per il combattimento nelle palestre, situate in punti precisi di un paese o di una città dove non è difficile che si ritrovino centinaia di persone con gli occhi fissi sul display del telefonino.

Qui, però, si può arrivare solo quando si è raggiunto il quinto livello. E allora si va in strada, nei parchi, intorno alle fontane, sugli alberi e in riva al mare con un unico obiettivo: fare proprio il Pokémon che è apparso sul cellulare. E poi milioni di accessori, i negozi “Poke stop” dove acquistare gadget, le uova che devono schiudersi per liberare nuove creaturine e addirittura la possibilità di personalizzarle con abbigliamenti e nomi curiosi.

E se a Central Park la gente è andata in visibilio perché è comparso Charizard, intorno alla Barcaccia di Roma i turisti sono stati assaliti da orde di giovani che inseguivano Squirtle e a Palermo i ragazzi hanno messo sotto assedio il giardino inglese, il sogno di tutti è quello di acciuffare Pikachu, il più raro di tutti. Tranquilli, però: ora c’è un modo anche per averlo come compagno iniziale. Qualcuno lo avrà avvistato in Ciociaria?

FROSINONE “INFESTATA”

Dove li cercano nel capoluogo? Principalmente pare che la villa comunale sia un luogo molto frequentato dalle creaturine giapponesi, che però non disdegnano neanche la stazione ferroviaria e i vicoli del centro storico. Tanti anche i gruppi su Facebook, rigorosamente chiusi, per evitare che altre squadre (sono tre in tutto: quella blu della saggezza, la rossa del coraggio e la gialla dell’istinto) “r ub i n o” segreti sulle posizioni dei Pokémon.

A... SPASSO SUL LIRI

Più di qualcuno li ha visti aggirarsi in piazza Santa Restituta. Ma è sui lungoliri che a Sono personalizzabili con abbigliamenti e accessori in vendita Sora è stata caccia grossa ai Pokémon: è di qualche giorno fa la segnalazione della cattura di un esemplare di Bulbasaur sul lungoliri Cavour. Anche l’area verde di Santa Chiara e il nuovissimo parco Valente sono stati terreni di conquiste! P

PANICO A CASSINO

Piazza San Giovanni, la Folcara, Largo Dante. I Pokémon da catturare sono apparsi improvvisamente in punti diversi della città martire. Ed è scoppiata, come previsto, la corsa per acciuffarli. Un padre alla guida dell’auto non ha voluto inchiodare e cedere alle richieste della sua bambina che ha perso i preziosi punti nelle vicinanza del campus dell’ateneo. Scene da panico anche a San Giovanni, dove ormai gli adolescenti vagano, soprattutto di sera, con cellulari ben stretti tra le mani e braccia protese, in cerca di esemplari rari. Qualcuno, invece, ha già scoperto due palestre virtuali: una in Largo Dante, l’altra all’ingresso di Cassino. Luoghi in cui, secondo la logica di Niantic, ogni cassinate può diventare un allenatore di Pokémon virtuali, facendoli evolvere prima di sfidare altri allenatori e altre squadre. In piazza Toti, ma anche in diversi altri punti del centro cittadino (sei in tutto) gli appassionati hanno già individuato i “Poké Stop”: icone simili a cartelli che fatti girare velocemente danno diritto a ricompense. In un crescendo di scoperte virtuali da perderci la testa.

LA CACCIA A CEPRANO

Fermi davanti al monumento dei caduti di piazza Cavour i giovani puntano gli smartphone per catturare i piccoli esserini visualizzati sulla mappa. L’area di San Rocco, quella di Sant’Antonio e diversi punti strategici in periferia o in prossimità del fiume Liri sono tra le localizzazioni individuate. E voi, che fate ancora fermi lì? Tutti fuori a cercare Pokémon!

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