Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Giovedì 08 Dicembre 2016

Meteo Frosinone









Polar Station. Aspettando il primo album della band ciociara
0

Polar Station. Aspettando il primo album della band ciociara

Cultura & Spettacolo

Sono giovani, grintosi e hanno voglia di far conoscere le proprie canzoni. Silvia Zambon, Daniele Gabrielli e Cristian Angelini, ovvero i Polar Station, stanno realizzando il loro primo album, a conferma di un percorso di crescita iniziato nel 2012 nella provincia di Frosinone. Numerose le esperienze che hanno segnato questi quattro anni, come i live che li hanno portati a calcare palchi di tutto il Lazio. Tra le tappe più importanti di questo cammino la partecipazione al progetto #StandForSomething della rivista musicale Rolling Stone nel 2014. Questo ha fatto sì che i tre ragazzi registrassero un ep per il Sae Institute di Milano nel gennaio dell’anno dopo.

Per cominciare: chi siete e da dove venite?

«Siamo Silvia, Cristian e Daniele, di Frosinone e provincia. Con noi all’inizio c’era Giovanni, ma purtroppo ha lasciato il gruppo per motivi personali».

Quando e come è nata la band?

«A fine 2012. Daniele e Giovanni avevano suonato insieme in passato e cercavano di ricominciare con un progetto nuovo. Una volta uniti gli altri, abbiamo messo su una sala prove e cominciato a suonare».

Ci sono artisti o gruppi che vedete come riferimenti?

«Tantissimi artisti ci influenzano. In generale ci lasciamo coinvolgere da quello che ci piace in un determinato momento, spesso inconsciamente. Ultimamente ascoltiamo spesso Chet Faker, Mø, Phantogram, Jack Garratt, Moderat. Tra gli evergreen ci sono i Radiohead, soprattutto dopo Kid A, AIR, Royksopp, Florence & the Machine... Una lunga lista insomma». Che progetti state sviluppando in questo periodo? «Abbiamo rivisto un po’il nostro live e da qualche tempo siamo chiusi in sala a registrare demo in vista di un album. Speriamo di ultimare questi lavori a breve ed entrare in studio».

Che rapporto avete con la provincia di Frosinone?

«Un buon rapporto. Nonostante i veri live club siano pochi c’è spesso la possibilità di suonare. Inoltre è il posto dove siamo cresciuti, quindi qui riusciamo ad avere i mezzi e gli spazi per poter lavorare in tranquillità».

Avete fatto esperienze in altri territori?

«Non abbiamo alle spalle dei tour promozionali veri e propri, però abbiamo suonato molto nel Lazio e nelle regioni limitrofe, siamo stati a Milano per registrare un ep per la rivista Rolling Stone e abbiamo avuto la fortuna di esibirci come duo in Norvegia a settembre 2015. Speriamo di muoverci un po’ di più con l’uscita dei prossimi brani» .

Che opinione avete della scena musicale ciociara ?

«Crediamo sia estremamente viva e variegata, ci sono molti talenti che spesso non vengono fuori e non riescono a farsi ascoltare quanto vorrebbero. L’unica cosa che andrebbe evitata è la tendenza a rincorrere fenomeni momentanei o linguaggi musicali appartenenti al passato e a realtà completamente estranee alla nostra. Tra elaborare qualcosa e copiarlo male c’è un abisso. Ma dopotutto questa cosa avviene ovunque, non si limita a questa provincia».

La musica è una passione o il vostro principale impegno?

«Passione forse è quasi riduttivo, è più un’ ossessione (ridono, ndr ). In generale studiamo e lavoriamo, anche in ambiti musicali però».

L’esperienza più interessante che avete vissuto insieme?

 « L’esperienza di Rolling Stone e il live in Norvegia. Durante quest’ultimo temevamo che le venti persone presenti all’inizio scappassero via non appena avessimo iniziato a suonare, come a volte accade in alcuni locali per il solo fatto che ci siano dei musicisti. Dopo i primi due brani passati con gli occhi sulle tastiere, ci siamo accorti che c’erano duecento persone ad applaudire».

Quella più formativa?

«Probabilmente i giorni in studio di registrazione per Rolling Stone. Abbiamo lavorato a ritmi serrati con un ottimo team e apparecchiature di altissimo livello, avendo un assaggio di come si fanno le cose per bene. Speriamo solo di tornare a lavorare in una realtà del genere».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400