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Martedì 06 Dicembre 2016

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Disastro ferroviario, assolti in appello i macchinisti accusati della strage
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«Giustizia è stata fatta.
Anche per le vittime»

Roccasecca

Disastro ferroviario di Roccasecca, gli avvocati dei macchinisti assolti soddisfatti della decisione della Corte. «Una sentenza, quella espressa dalla Corte d’Appello di Roma nei confronti dei nostri assistiti, che riconosce una verità pesante che porta dietro di sé due morti e oltre settanta feriti, ai quali si erano aggiunte altre due vittime innocenti: Mario Mangano e Gabriele Venditti».

L’analisi Lettera aperta degli avvocati dei macchinisti assolti per il disastro ferroviario di Roccasecca.

A quasi 10 anni dal pauroso incidente tra due treni nella stazione di Roccasecca,in cui persero la vita Vallillo e Martino con un numero impressionante di feriti, parlano gli avvocati Calogero Nobile e Fabio Tanzilli che assunsero la difesa dei macchinisti Mario Mangano e Gabriele Venditti indicati sin da subito come unici colpevoli del disastro ferroviario. «Colpevoli nonostante i due macchinisti sin dall'inizio, interrogati separatamente, avessero raccontato la stessa versione dei fatti, vale a dire che sia il segnale di avviso che quello di protezione della stazione di Roccasecca fossero disposti al verde - hanno commentato gli avvocati - Abbiamo creduto alla loro versione insieme al sindacato Or.S.A. delle Ferrovie al quale i due macchinisti appartengono. E convinti della loro innocenza abbiamo lavorato per dimostrarla». «Finalmente la Corte d’Appello Penale di Roma ha riconosciuto valida la ricostruzione fornita con l'ausilio dei due consulenti della difesa (gli ingegneri Pascale e Sarti) affermando che la responsabilità per il disastro ferroviario del 2005 non può essere ascritta ai due macchinisti del treno tamponante 2361 “Freccia del Biferno”.


Dunque, in attesa di leggere, in ogni caso, le motivazioni della sentenza -ha sottolineato l’avvocato Fabio Tanzilli - voglio ringraziare tutti coloro che hanno fornito il loro apporto per il conseguimento di questo risultato, a cominciare da tutti quei ferrovieri che denunciarono i tanti episodi di malfunzionamento della segnaletica accaduti in quei giorni ai tanti macchinisti RLS (Responsabili della Sicurezza) che hanno contribuito con utili indicazioni e continuato a seguire la vicenda processuale.

Voglio ringraziare, non da ultime, gli avvocati Maria Paola e Roberta Quagliozzi, che insieme a me e all’avvocato Nobile hanno svolto un lavoro immane e certosino consistito nell'esaminare e spesso decifrare tutto il carteggio relativo al processo (oltre 2.500 pagine), nonostante le difficoltà incontrate. Un ultimo pensiero mi sia consentito per i feriti e, soprattutto, per le due vittime di quell'incidente, Antonio Vallillo e Francesco Martino, il nostro impegno è stato profuso anche per rendere loro giustizia ristabilendo la verità dei fatti».

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