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S'innamora perdutamente di un’operatrice: profugo denunciato per stalking
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S'innamora perdutamente di un’operatrice: profugo denunciato per stalking

Arce

Rifugiato si innamora dell’operatrice, denunciato per stalking. Guai in vista per un giovane di colore che faceva parte del sistema di protezione Sprar del comune di Arce. Di lui ci siamo già occupati ad agosto quando si era accampato davanti alla sede della cooperativa che gestisce il progetto, a pochi passi dal palazzo municipale. La storia di questo profugo, però, è abbastanza singolare e con il passare del tempo sono emersi alcuni elementi della sua personalità che, se confermati, potrebbero essere preoccupanti. Il migrante in questione ha fatto parte del locale sistema di protezione che si occupa di richiedenti asilo e di rifugiati. In questi sistemi i profughi arrivano dopo molti mesi non facili passati nei centri di accoglienza.

Entrare a far parte di uno Sprar per loro è una sorta di terra promessa. Qui finalmente hanno la possibilità di abitare in una casa vera, seguire corsi di italiano e iniziare tirocini formativi. L’obiettivo è quello di rendere autonomo il migrante e avviarlo al mondo del lavoro in modo da avere una prima indipendenza economica e una vita dignitosa.

Per il giovane in questione le cose non sono andate così. I primi problemi sarebbero emersi con i compagni di casa. Prima della fine del progetto, infatti, è stato espulso perché aveva contravvenuto alle regole disciplinari mettendo del detersivo nelle bevande e nel cibo dei suoi
coinquilini. Nonostante i segni di squilibrio si è provato comunque a dargli una mano assegnandolo ad un centro accoglienza di Roma.

Dopo poco tempo è tornato ad Arce, dove ha dormito per giorni all'aperto utilizzando i bagni pubblici di via Milite Ignoto. In più occasioni sono intervenuti i carabinieri, la polizia locale, gli operatori sociali del comune e i medici della Asl, ma con tutti ha rifiutato il confronto. È stato rimandato a Roma, ma dopo pochi giorni è tornato nuovamente ad Arce. Chiede con insistenza di parlare con un’operatrice della cooperativa di cui sostiene di essere innamorato e con cui vorrebbe vivere per sempre.

Due settimanefa il sindaco Simonelli ha disposto un trattamento sanitario obbligatorio in quanto
l’uomo si era rifiutato di sottoporsi a cure per sospette patologie psichiatriche a suo carico. Finito il
trattamento coatto è tornato nuovamente in paese dove ha iniziato a dare fastidio, provocando rumori molesti con delle bottiglie di plastica.

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