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L’inchino del vitello per onorare San Michele Arcangelo

Una panoramica di Vallecorsa

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L’inchino del vitello per onorare San Michele Arcangelo

Vallecorsa

Una festa magnifica per il protettore San Michele Arcangelo a Vallecorsa. Migliaia i pellegrini che giungeranno in paese anche dall’estero per seguire le celebrazioni.

La festa segna il termine di un cammino spirituale ricco di suggestioni, con le messe notturne e il pellegrinaggio sul Gargano al Santuario di San Michele. La statua di San Michele Arcangelo è il punto focale intorno al quale si snodano da secoli fatti e avvenimenti per cui Vallecorsa è conosciuta e visitata da persone di ogni classe sociale e provenienza. Non si conosce l’autore e non si ha sull’opera alcuna documentazione; ogni deduzione risulta arbitraria e controvertibile. Di certo c’è che l’artistico simulacro è stato esposto alla pubblica venerazione la prima volta il 29 settembre 1709.

La statua, in legno lucino, è un mirabile capolavoro in cui tecnica e armonia si fondono nell’insieme e nei particolari, nella struttura delle luci e nei suoi vari e delicati colori, nel misticismo e nel fascino che ispira. Il programma dei festeggiamenti, curato dal parroco Don Pawel e dal comitato, prevede per giovedì 29 settembre la messa della comunione generale alle ore 6, con panegirico e lodi e la benedizione delle vesti dell’Arciconfraternita della “Buona Morte”. Poi l’incontro in piazza Sant’Angelo tra il parroco e il sindaco Michele Antoniani; infine il ricevimento dinanzi al monumento ai caduti del vescovo Ambrogio Spreafico che concelebrerà la funzione insieme a tanti presbiteri della diocesi, con la suggestiva tradizione dell’offerta del vitello che viene condotto in chiesa sino all’altare e fatto inginocchiare davanti al vescovo e a San Michele. Seguirà la processione.

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