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Martedì 06 Dicembre 2016

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La storia del paese tra le righe di un registro
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La storia del paese tra le righe di un registro

Sant'Ambrogio sul Garigliano - Sant'Apollinare

Una guardia campestre, una sorta di vigile urbano per le periferie, licenziata “ad nutum”, cioè senza giusta causa, e un’altra assunta a posto suo dopo poche settimane, senza alcun bando pubblico, anzi “su manifesta volontà della popolazione”. In barba alla democrazia e ai sindacati. Accadeva nel 1944 a Sant’Ambrogio sul Garigliano: il podestà incaricato da Mussolini decideva le sorti del piccolo centro della Valle dei Santi, come facevano i suoi colleghi in tutta Italia in età fascista. È solo uno dei documenti usciti fuori dall’Archivio rispolverato e finalmente messo a disposizione della comunità dall’Amministrazione comunale di Sergio Messore, in occasione dei festeggiamenti dei 70 anni di vita democratica, avvenuti alla presenza del Prefetto, Sua Eccellenza Emilia Zarrilli e del vice presidente della Provincia Amata, il sindaco Sergio Messore e il presidente del Consiglio comunale Franco Capraro hanno ricordato i 160 consiglieri e sindaci che hanno ricoperto delle legislature che si sono susseguite dal 1946.

E così si scopre che il primo bilancio del Comune ammontava a 238 mila lire, e che il viaggio del collettore dell’esattoria con cavallo e carretto da Sant'Ambrogio a Pontecorvo è stato rimborsato con mille e cinquecento lire. Ad autocertificarlo è lo stesso esattore di Sant’Apollinare, a mano naturalmente. Tra le “carte” più affascinanti è saltata fuori la deliberazione del primo consiglio comunale, ormai in età repubblicana, risalente al 24 marzo 1946. E poi tante fotografie, firme: molti cittadini che la guerra la ricordano hanno pianto, commossi, di fronte alle teche che conservano le loro vite.

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