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Martedì 06 Dicembre 2016

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Sabotaggio contro la farmacia. Il dottore: "Dal trasferimento non viviamo più"

La vecchia sede della Farmacia Centrale del dottor Carlo Ferraro

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Sabotaggio contro la farmacia. Il dottore: "Dal trasferimento non viviamo più"

Atina

Sabotata la presa del gas che serve l’abitazione del dottor Carlo Ferraro, titolare della farmacia Centrale di Atina. Ignoti hanno aperto lo sportello del contatore e hanno ruotato la manopola fino a interrompere il flusso del gas nell’appartamento del farmacista: “L’altra mattina mia moglie stava preparando la colazione quando si è accorta che il gas mancava come pure l’acqua calda - racconta il dottor Ferraro - Abbiamo chiamato un tecnico che alla fine ha trovato il guasto: era stato aperto lo sportellino del contatore e manomessa la chiave di arresto del gas. Ci è stato detto che aprire lo sportello non è facile se non si ha la chiave adatta. Questo elemento mi ha consigliato di sporgere denuncia ai carabinieri”.

Il dottor Ferraro collega questo gesto con il clima che da tempo si è creato tra la sua famiglia e una parte dei cittadini di Atina che ancora non hanno digerito il fatto che cinque anni fa la farmacia Centrale traslocò dal centro storico a Ponte Melfa: “L’episodio del gas è solo l’ultimo di una serie di vessazioni, offese e insulti che quotidianamente dobbiamo sopportare io e la mia famiglia. Al prossimo insulto denuncerò l’autore ai carabinieri. Siamo stufi. Questa oppressione psicologica verso i miei cari deve finire”.

Quanto alla sentenza delConsiglio di Stato che due mesi fa ha disposto il ritorno della farmacia al centro storico, il dottor Ferraro precisa: “Tutti i documenti sono stati consegnati all’ufficio Suap della Comunità montana di Atina; approvati questi, il sindaco rilascerà il nulla osta per aprire la farmacia in via Vittorio Emanuele. Si prevede che il tutto avverrà tra una settimana circa”. Al di là di come andrà a finire, resta l’amarezza nel constatare che atti intimidatori verso la famiglia del dottor Ferraro proseguono instancabili da cinque anni a questa parte: “Gli insulti non si fermano neanche di fronte allo stato interessante di una delle mie figlie e questo, più di tutti, ci dà l’angoscia perché non riusciamo a comprendere il perché di questo astio verso di noi”.

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