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"Non siamo un gruppo di pecore": il sindaco risponde con una lettera a un'offesa
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"Non siamo un gruppo di pecore": il sindaco risponde con una lettera a un'offesa

Sant'Ambrogio sul Garigliano

“Gli ambrosiani sono un gruppo di pecore”: un’accusa pesante, pesantissima, che il sindaco di Sant’Ambrogio sul Garigliano non ha proprio mandato giù, tanto da scegliere di praticare una soluzione quantomeno insolita: scrivere una lettera aperta a una concittadina per rispondere.

Messore, che ha postato la sua lettera su Facebook, sicuro che arrivi a destinazione nell’epoca della corrispondenza digitale, fa nome e cognome della signora, di cui noi, invece, rispetteremo l’anonimato. Al centro del contendere la siccità: una convivenza difficile, specialmente per chi è in paese solo pochi mesi all’anno, magari d’estate: “Gentile signora - scrive il primo cittadino - sono Sergio Messore. Alcuni cittadini mi hanno riferito il suo messaggio che lei ha postato su Facebook, nel quale ha definito tutti noi cittadini di S. Ambrogio “un gruppo di pecore”. Premetto che il problema dell’acqua è, giustamente, molto sentito, ma devo anche dire che dal mese di maggio ad oggi l’acqua è mancata in paese quattro o cinque volte, per un massimo di dieci ore per ciascuna interruzione apportata sulla rete idrica, per riparazioni e/o miglioramenti. Aggiungo anche che Acea, nei due anni di questa Amministrazione, ha provveduto al rifacimento della rete fognaria in via Cavour, in via Trivio, e sta iniziando i lavori in Via S. Pietro. Sempre Acea ha, inoltre, sostituito interamente la condotta idrica in Via S. Maria e tutto il tratto che attraversa il piazzale antistante la sala polivalente che, a causa delle innumerevoli perdite, era in precedenza sempre inutilizzabili - quindi Messore annuncia - A breve sarà sostituita la rete idrica di via Chiaia e via Cavour. Sarà eliminata la linea che dal vecchio serbatoio alimentava alcune abitazioni in via Colle Alto, e si interverrà sul serbatoio per migliorarne la distribuzione”.

Sergio Messore chiude infine la lettera, o meglio il post: “A tutela della dignità del paese, la invito a chiedere scusa ai cittadini di S. Ambrogio che, al di là delle legittime e diverse opinioni, sono cittadini intelligenti e per bene, non un “gruppo di pecore” come lei ci ha ingiustamente, e in modo offensivo, definito”. E aggiunge, prima di allegare i suoi più cordiali saluti: “Non bisogna mai rinnegare le proprie origini e mi auguro di poterla avere presto ospite a Sant’Ambrogio, per dimostrarle che viviamo in un paese civile”.

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