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Cambio di destinazione d’uso. L’odissea di due imprenditori
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Cambio di destinazione d’uso. L’odissea di due imprenditori

Sonnino

Il primo problema – sottolineano Francesco e Andrea Cetrone, titolari di un’azienda di carpenteria metallica nella frazione sonninese del Frasso – è lo strano rapporto tra cittadino e istituzione. I due, si riferiscono, esplicitamente, a una richiesta avanzata al Comune di Sonnino e alla quale, a distanza di mesi, non è ancora stata data risposta. Altro che trenta e, eventualmente, sessanta giorni, commentano.

Il secondo problema, che poi è quello che condiziona l’attività di un’azienda che, in ogni caso, già oggi dà lavoro ai due titolari e a cinque dipendenti, è l’impossibilità di utilizzare una struttura – un capannone di circa 900 metri quadrati – che consentirebbe non solo di poter rispondere alle tante commesse anche di aziende leader in Italia e in Europa (Lidl, Site, Sielte, Linkem, ecc.), ma anche di ammortizzare l’ingente cifra per l’acquisto di macchinari, installati e inutilizzabili, oltre a consentire l’assunzione di almeno altri due dipendenti. Oggi l’attività lavorativa si svolge in un capannone di più modeste dimensioni all’angolo tra via Consolare (provincia) e via della Stazione (Comune).

L’obiettivo è quello di spostarsi nel nuovo capannone, posto una cinquantina di metri più avanti in via della Stazione. Nel 2001 i fratelli Cetrone ottennero la concessione per la realizzazione di un capannone (il nuovo) con destinazione agricola, in quanto quell’area all’epoca risultava contemplata in questa attribuzione. La zona, successivamente, è diventata estremamente popolata con la realizzazione di abitazioni, anche a ridosso dell’azienda.

Tanto che un certificato del responsabile della gestione e dell’assetto del territorio, il 3 marzo 2003, attestava che “il terreno censito in Catasto al Foglio n. 55 mappale 153 ex 21 sito in Sonnino, località Frasso, ricade all’interno del centro edificato”. E allora, la domanda che i fratelli Cetrone si pongono è duplice: perché il Comune – funzionario, dipendente o chi altri ha potere di farlo –non risponde alla richiesta di cambiamento di destinazione d’uso del capannone, avanzata il 2 febbraio 2015 e sollecitata in data 19 gennaio 2016? E ancora: come mai nel più piccolo capannone antistante quello di cui si chiede il cambio di destinazione, quel cambio è stato concesso da tempo? In ogni caso, i fratelli Cetrone aspettano una risposta, foss’anche negativa. In modo da poter agire di conseguenza. Sicuramente il sindaco e gli amministratori non perderanno l’occasione di procedere a un definitivo chiarimento.

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