Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Sabato 10 Dicembre 2016

Meteo Frosinone









Una strada minata di autovelox: l’incubo della Frosinone-Mare

Il tratto della Frosinone - Mare in cui è stato installato il tutor

0

Autovelox sulla superstrada: arriva la condanna

Pignataro

Autovelox di Pignataro, condannata la giunta del 2009 e il legale rappresentante della società. Assolti per le ipotesi di usurpazione di pubbliche funzioni e violazioni della privacy, la condanna è arrivata per l’accusa di abuso d’ufficio. Poco più di due mesi fa, sempre in relazione all’autovelox di Pignataro, il sindaco Benedetto Mario Evangelista, due agenti della Municipale e i rappresentanti della ditta coinvolta nella gestione del servizio sulla Cassino-Formia erano stati assolti.

In quel caso, per i fatti del 2012, le accuse erano ancor più gravi, con l’ipotesi addirittura di associazione a delinquere, abuso d’ufficio e corruzione. Quelle portare ieri in aula, invece, sono state le contestazioni relative al periodo 2009-2010. Secondo la Procura sia gli amministratori che il rappresentante della Sercom, Ferraro, si sarebbero resi responsabili dell’ipotesi di abuso d’ufficio per aver adottato una delibera - la 153 del 2009 e la sua variante - agendo in violazione della legge: «procurando intenzionalmente alla stessa società un ingiusto vantaggio patrimoniale».

La questione parte da una informativa dei carabinieri di San Giorgio del 2010, quando effettuarono delle verifiche dopo una valanga di segnalazioni di automobilisti in transito sulla Cassino - Formia. Una informativa dettagliata, finita nelle mani della Pg della Procura che immediatamente avviò delle indagini mirate, mentre il sindaco con una nota al prefetto di Frosinone metteva le due apparecchiature a noleggio nella piena disponibilità di coloro che dovevano effettuare gli accertamenti.

Nelle ipotesi della magistratura di piazza Labriola il sospetto (dopo l’assunzione della delibera che attribuiva 14,50 euro per ogni accertamento di infrazione ritenuto valido ed una somma mensile di 2.300 euro come canone di locazione dei due dispositivi) «di agire in tal modo in violazione della legge». Secondo la pubblica accusa, dunque, il guadagno per la ditta privata «era pur sempre rapportato alla produttività di verbali di violazioni stradali con interesse ad incrementare il numero piuttosto che a tutelare la pubblica incolumità.

Illegittimi, sempre per la Procura, sia l’attribuzione dell’uso degli autovelox che le modalità di determinazione del compenso. Il pm, il dottor Bulgarini, ha avanzato una richiesta pari a un anno di reclusione per tutti i coinvolti. Accese le discussioni degli avvocati delle parti - tra cui gli avvocati D’Orio, Ranaldi e Roncone - che hanno invece demolito le accuse portando ad esempio gli introiti della giunta precedente (nettamente superiori) per il medesimo sevizio.

Dopo essersi riservato, il Collegio si è espresso diversificando le posizioni, con l’assoluzione per due su tre capi d’imputazione. «Piena fiducia, come sempre nella magistratura. Staremo a vedere. Siamo sereni di aver rispettato la legge» ha commentato a caldo il sindaco Evangelista. Mentre si pensa già all’appello.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400