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L'odissea di Antonio Di Carlo: il pensionato oggi ringrazia coloro che lo hanno salvato

L'ospedale S.s. Trinità di Sora

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L'odissea di Antonio Di Carlo: il pensionato oggi ringrazia coloro che lo hanno salvato

Fontechiari

"Sono vivo grazie alle cure e alle attenzioni dei medici e delle infermiere del Pronto Soccorso, del reparto Rianimazione e di Cardiologia del Santissima Trinità di Sora. Non ricordo i loro nomi per ringraziarli uno ad uno".
A parlare è Antonio Di Carlo un pensionato sessantottenne di Fontechiari, per 40 anni emigrato in Francia e dal 2004 rientrato per trascorrere il resto della sua vita nel paese e nel borgo in cui è nato. La sua personale odissea è cominciata nel pomeriggio del 24 giugno scorso quando accusa un malore nell’orto e, appena rientrato in casa sviene. A trovarlo, alcune ore dopo, sono i vicini. Lo trovano riverso a terra e chiamano il 118. Antonio arriva al Pronto Soccorso in codice rosso, con i segnali di vita al limite e pochissime speranze di sopravvivere. Passa una lunghissima notte in cui ricorda solo che un medico lo visita spesso e gli infermieri non lo lasciano mai. Poi il trasferimento al reparto Rianimazione dove è rimasto parecchi giorni. Un quadro clinico talmente grave con un’infezione diffusa agli organi vitali, che i familiari possono vederlo solo per dieci minuti al giorno e sperare in un miracolo.
Eppure piano piano ne è venuto fuori a conferma di una grande volontà di vivere e di un fisico che ha voluto lottare.

"Ho passato due settimane nel reparto Rianimazione - racconta Di Carlo - e poi mi hanno spostato a Cardiologia dove sono rimasto fino al 15 giugno sulle mie gambe anche se in dimissioni protette. Solo da un paio di giorni, dopo altri due controlli, mi hanno dimesso. Adesso voglio dire grazie a tutti coloro che mi hanno salvato la vita: purtroppo non ricordo i tutti i vostri nomi ma non dimenticherò mai la vostra gentilezza. Se oggi sono ancora vivo è soltanto grazie a voi!".

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