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Profughi al lavoro per la città: si occuperanno degli interventi di pubblica utilità

Un gruppo di profughi impegnato in un progetto di pubblica utilità per la manutenzione dei giardini pubblici

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Profughi al lavoro per la città: si occuperanno degli interventi di pubblica utilità

Ceprano

Il Comune firma il protocollo di intesa con la Prefettura per l’impiego dei profughi, non retribuiti, in opere di pubblica utilità. In diverse città del Nord Italia, come Asti e Savona, simili progetti pilota sono decollati con successo già da alcuni anni assicurando la valorizzazione di risorse umane e l’integrazione di persone altrimenti destinate a vivere in cerchie ristrette di certo non inserite nel tessuto sociale che dovrebbe accoglierle. Del resto è responsabilità di chi dovrebbe seguire i profughi pensare anche al loro inserimento. In quanto abbandonati a se stessi, infatti, inevitabilmente restano chiusi fra di loro, non imparano la lingua e con difficoltà riescono ad inserirsi. L’impiego di profughi ovviamente non comporterebbe la perdita di opportunità di lavoro per la gente del luogo, ma sicuramente predisporrebbe i cittadini ospitanti ad un’apertura verso chi, appunto, cerca di rendersi disponibile ed utile. A volte si mantengono le distanze da chi non si comprende, poiché non se ne riescono ad apprezzare le qualità e le componenti positive. I profughi possono essere una risorsa in termini sociali e lavorativi, forse il loro impiego alla luce del sole potrebbe abbassare le barriere che a volte si alzano pur senza pregiudizio e potrebbe davvero garantire l’inserimento auspicato, del resto non è bello vedere gruppi di profughi al bar o alle fermate dei pullman o girovagare in città senza impegni.

L’accoglienza, se ben gestita, può diventare davvero una risorsa con una concreta ricaduta positiva sul territorio, occorrono però cooperazione e disponibilità, oltre all’effettiva volontà da parte dei diretti interessati di rendersi utili e di crearsi spazi in una società che ormai deve acquisire la consapevolezza di essere aperta e ospitale. Ceprano potrebbe sperimentare un’esperienza valida sui piani sociale e lavorativo, un primo passo è stato compiuto con la firma del protocollo d’intesa con la Prefettura, si attendono le prossime iniziative.

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