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Assenteismo in corsia, tutti assolti

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Assenteismo in corsia, tutti assolti

Pontecorvo

Era stato accusato di truffa aggravata ai danni dello Stato, falsità ideologica e falsa attestazione di certificazioni. E per questo nel 2010 era stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Pontecorvo come assenteista.

Un terremoto, quello che aveva scosso la struttura sanitaria della città fluviale, trascinando anche i funzionari Asl accusati - in relazione al contestato caso di assentesimo - di omessa denuncia. Un terremoto che poi aveva investito anche l’ospedale di Cassino con blitz mirati condotti a quattro mani dagli allora capitani Di Carlo e Grimaldi.

Si è concluso ieri con un’assoluzione con formula piena il processo aperto a carico del tecnico radiologo Giancarlo Cortini di Pontecorvo, assistito dall’avvocato Emanuele Carbone, e dei dirigenti Asl del tempo: Maria Antonietta Baldassarra, Nicola Vacchiano, Augusto Iaboni, Gainfranco Margiotta (direttori sanitari del Polo D, direttori amministrativi e responsabili ufficio procedimenti disciplinari). La Baldassarra rappresentata dagli avvocati Sandro Salera e Paolo Marandola. Gli altri da Giuseppe Di Mascio, Luciano Milani e Nicola Vacchiano.

I fatti

Bloccate tutte le uscite ed i telefoni interni, i militari (era il 20 aprile del 2010) si introdussero nell’ospedale procedendo nei controlli. Ottanta in totale gli uomini impiegati per verifiche incrociate tra le effettive presenze del personale al momento degli accertamenti ed i tesserini magnetici (badge) timbrati nella stessa mattinata.

Entrambi i presidi ospedalieri - il Del Prete e il Santa Scolastica - divennero “ostaggi” dei militari per alcune ore. L’arresto scattò nei confronti dell’allora cinquantunenne accusato di timbrare il cartellino segnatempo in entrata e in uscita senza di fatto prestare alcuna attività lavorativa. Misura a cui seguì anche il licenziamento.

L’indagine difensiva

A dimostrare che non ci fu alcuna truffa nei confronti del tecnico radiologo, per il quale il pm aveva chiesto una pena di 2 anni, è stato l’avvocato Emanuele Carbone. Il legale ha fatto emergere come il tecnico aveva fatto presente al suo superiore le difficoltà legate a un terribile incidente registrato tra il 2002 e il 2003 che avevano reso la sua deambulazione a dir poco difficile. E ha inoltre dimostrato altri due aspetti fondamentali: il fatto che lo stesso primario non sia stato in grado di dimostrare che l’imputato fosse all’interno dell’ospedale, sebbene non nel reparto di Radiologia. E il fatto che con alta probabilità nella mattinata del blitz sarebbe stato scambiato durante i controlli (iniziati alle 8) con un paziente.

Non solo non si sarebbe, dunque, trattato di truffa ma neppure di un inadempimento contrattuale: assolto con formula piena, come tutti i funzionari Asl. Ora (visto l’ingiusto licenziamento) l’uomo provvederà a chiedere un risarcimento per tutti gli anni in cui è restato fuori dal servizio prima della pensione.

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