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Giovedì 08 Dicembre 2016

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L'antico castello perde pezzi
Snobbata l'offerta di un milione di euro

Il castello di Picinisco

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L'antico castello perde pezzi
Snobbata l'offerta di un milione di euro

Picinisco

Lo stato delle strutture della rocca è talmente degradato che spesso pezzi di intonaco o tegole volate per il vento cadono rovinosamente giù tra le auto e i passanti della sottostante piazza Rione. Ultimo episodio durante il temporale della settimana scorsa: una folata di vento ha fatto volare un asse di legno con alcuni chiodi conficcati che, solo per miracolo, non ha investito un’auto che stava entrando nella piazza. Di recente tutta l’area all’interno del castello è stata interessata a interventi di riqualificazione urbana: solo il castello ne è rimasto fuori restando con le mura scrostate, finestre aperte e senza infissi, tetto rotto in più punti, gronde e discendenti interrotti a mezz’aria. L’abbandono del castello (epoca XIII secolo) parte nei primi anni novanta quando i vecchi proprietari lo misero in vendita e passò di mano a una società con sede in Roma il cui obiettivo era quello di rimetterlo in sesto creando appartamenti e porli in vendita; in effetti i lavori partirono ma la soprintendenza bloccò tutto dopo che accertò una serie di violazioni che stavano snaturando il contesto architettonico dell’antico maniero e da allora ogni cosa è rimasta ferma lasciando che il tempo e le intemperie abbassassero la sicurezza mentre il pericolo per l’incolumità pubblica cresceva di giorno in giorno. Ma il fermo forzato dei lavori creò anche problemi finanziari e ben presto la società proprietaria si ritrovò pignorata subendo la vendita coatta dell’intero complesso che di fatto è passato ai creditori. Di recente un investitore privato ha offerto oltre un milione di euro per rilevare la rocca in malora: non ha mai ricevuto risposta. Per conto loro, invece, le varie amministrazioni succedutesi a Picinisco hanno sempre trovato la porta sbarrata alle richieste di conoscere il futuro del castello e insieme a esse i privati che vi confinano: lo spettacolo offerto da vecchie e decrepite mura stride accanto a quelle di edifici risanati e abitati. Ma, forse, il futuro del castello è racchiuso nella scritta latina che campeggia sulla facciata principale, “Post Phata Resurgo”: una resurrezione di là da venire.

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