Lutto nella comunità di Trisulti e nella congregazione cistercense di Casamari. All'età di 90 anni, è venuto a mancare Padre Salvatore, uno degli ultimi monaci presenti in Certosa: il religioso era ricoverato nella clinica “Città Bianca” di Veroli a causa delle precarie condizioni di salute,peggiorate fino al decesso avvenuto nella mattinata di ieri.

Padre Salvatore era conosciuto ed apprezzato per la sua bonomia, la sua dolcezza e la sua disponibilità: suo era, di solito, il primo volto che i visitatori incontravano mettendo piede a Trisulti, poiché per lunghi anni ha aperto e gestito la liquoreria interna alla Certosa, dispensando consigli sull'uso delle gocce imperiali o decantando la bontà dell'elisir alpestre oppure accarezzando tutti i gatti della “colonia” felina che lo circondava. Padre Salvatore faceva parte di quella schiera dei “ragazzi del '47” che, 69 anni fa, partirono a piedi dall'abbazia di Casamari, carichi di entusiasmo, per andare a “ripopolare” Trisulti, lasciata sguarnita dopo la partenza dei frati certosini.

La scomparsa di Padre Salvatore riduce ulteriormente, adesso, il numero dei monaci di Trisulti, rimasti appena in 3: Padre Ignazio Rossi, il priore, Padre Onorio e Fra' Domenico, tutti e tre con un'età non proprio verde. Un drappello ristretto che riapre il dibattito sul possibile abbandono di Trisulti da parte dei cistercensi, con i monaci che potrebbero “rientrare” a Casamari: molte voci in tal senso sono circolate già a partire dall'estate del 2014, ma nessuna ipotesi fin qui diffusa ha trovato poi reale applicazione e, nonostante diversi “interessamenti”, i pochi monaci rimasti non si sono mossi da Trisulti. Occorrerà comprendere se, ora, la morte di Padre Salvatore possa accelerare questo processo.