In auto con patente e soldi falsi. Assolto con formula piena. Incredibile! No, se la difesa riesce a dimostrare che quei soldi e quel documento non sono stati mai utilizzati e che l’imputato non li avrebbe mai neppure mostrati ai militari.

Un caso destinato a fare scuola, oltre che discutere. Ad essere assolto con formula piena è stato un cinquantatreenne di Pontecorvo, già noto alle forze dell’ordine (e ora detenuto per un’ipotesi di estorsione aggravata) fermato nel novembre del 2013 a Pontecorvo. In base a quanto riscontrato dagli uomini dell’Arma, a seguito di una perquisizione, l’uomo sarebbe risultato in possesso di una patente a lui non rispondente e di alcune banconote da 20 euro taroccate. E per accertare che si trattasse proprio di denaro falso, durante il processo era stato chiamato come perito anche un tecnico della Zecca dello Stato che aveva confermato i sospetti dei militari. La difesa dell’imputato, rappresentata dagli avvocati Emanuele Carbone e Marco Bartolomucci, ha dimostrato ai giudici che sia la patente (risultata tra le altre cose provento di furto) sia i soldi non sono stati né sarebbero stati mai usati dal cinquantatreenne che li custodiva nel portafoglio per “collezione”. Una passione insolita, visto che l’uomo non avrebbe mai neppure conseguito la patente di guida: dettaglio ben noto alle forze di polizia del territorio. Senza dolo, nessun reato. E l’imputato è stato assolto.