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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Daniele Tersigni

L’ex presidente dell’Ambiente Surl Daniele Tersigni È stato numero uno della municipalizzata dal 2012 al 2015

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Mazzette per una presidenza: per l'indagato scattano gli arresti domiciliari

Sora

L’accusa è di quelle che fanno tremare i polsi: induzione alla corruzione. E l’accusato risponde al nome di Daniele Tersigni, l’imprenditore quarantunenne che dal 2012 al 2015 ha ricoperto l’incarico di presidente del Cda dell’Ambiente Surl, la municipalizzata che a Sora si occupa della gestione dei rifiuti. La clamorosa indagine dei carabinieri della Compagnia di Sora, coadiuvati dal personale del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Frosinone, relativa al tentativo di Daniele Tersigni di rimanere al vertice del Cda, è sfociata proprio con il suo arresto. L’imprenditore era stato eletto quattro anni prima durante una seduta di consiglio comunale. L’ex presidente del Cda dell’Ambiente, secondo quanto accertato dai carabinieri, avrebbe offerto una somma tra i ventimila e i trentamila euro a un consigliere comunale di Sora affinché votasse a favore della sua conferma. La vicenda, peraltro, sarebbe stata collocata temporalmente due giorni prima della votazione incriminata.

L’offerta in denaro, però, non è stata accettata dall’amministratore in questione, che avrebbe successivamente informato il sindaco e sporto denuncia. E, mentre si svolgeva la votazione (sotto gli occhi del maresciallo dei carabinieri, presente in aula), le indagini dell’Arma sono proseguite a ritmo serrato. In caserma sono stati convocati numerosi amministratori, tra cui il sindaco, Ernesto Tersigni, l’allora presidente del consiglio comunale, Giacomo Iula, l’attuale presidente Salvatore Meglio e molti altri esponenti sia di maggioranza che di opposizione. Il tutto per ricostruire nei dettagli la vicenda. Le indagini sono poi proseguite nel corso dei mesi successivi, fino a quando, nella seduta del 28 maggio scorso, fu eletto il nuovo presidente dell’Ambiente nella persona di Angelo Spalvieri, che di fatto andò a sostituire l’organismo “tricefalo” (con Tersigni erano stati eletti anche Antonio Vinci e Massimo Bruni).

E arriviamo a ieri, quando, a conclusione dell’articolata attività di indagine della procura di Cassino, che ha portato i carabinieri ad acquisire elementi probatori a carico dell’accusato anche grazie a una serie di telefonate, intercettazioni, sms e sequestri di documentazione, è stata eseguita l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per Daniele Tersigni, emessa dal Gip del tribunale della città martire, con l’accusa di induzione alla corruzione. La vicenda dell’Ambiente e del suo ex presidente Tersigni si inserisce in un contesto politico-amministrativo che vide, nell’estate del 2014, anche un cambio di equilibri all’interno della maggioranza, con la fuoriuscita/estromissione di Forza Italia dal governo cittadino. E sebbene ufficialmente non si collegò la fine del mandato di Daniele Tersigni con lo strappo del partito azzurro, è da qui che iniziarono scontri, contestazioni e lotte intestine terminati con il nuovo Cda.

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