Il giorno dopo non è caratterizzato dal kalumet della pace. Le tensioni in consiglio comunale hanno lasciato il segno: dall'ennesima puntata dello scontro tra Nicola Ottaviani e Fabrizio Cristofari al botta e risposta al vetriolo tra Adriano Piacentini e Vincenzo Savo.

Fabrizio Cristofari, consigliere del Partito Democratico, rileva: «Mi piacerebbe essere rappresentato dal Sindaco, come cittadino oltre che come consigliere comunale. Invece non è così. È giusto che in democrazia chi vince debba governare, ci mancherebbe altro: ma il punto è che c'è modo e modo per rivolgersi alle opposizioni. Le "battute" di Nicola Ottaviani sono spesse fuori luogo e comunque sempre negative nei confronti dell'opposizione, che in ogni caso svolge un ruolo assegnatole dai cittadini. È un continuo attacco: a volte viene il dubbio che il Sindaco preferisca buttarla in caciara per evitare di rispondere sul merito delle problematiche. Noi però andiamo avanti e dovrà abituarsi ad avere un'opposizione».

Vincenzo Savo, capolista della Lista Cristofari, aggiunge: «I toni con i quali il sindaco Ottaviani si rivolge all'opposizione sono francamente inaccettabili. Il ruolo dell'opposizione è quello di controllare, di verificare, di criticare. Certamente poi c'è anche l'aspetto costruttivo, ma non è possibile che ad ogni critica il primo cittadino risponda in maniera piccata. Non c'è nulla di personale. Il sottoscritto aveva presentato delle interrogazioni sull'ambiente e sull'illuminazione di alcune zone del capoluogo. Niente di strano. Ritengo che l'inquinamento da polveri sottili sia la vera priorità da affrontare e c'è bisogno di atti coraggiosi, perfino impopolari, che non ho registrato nei passati cinque anni. Poi c'è un'altra cosa: se Ottaviani vuole fare delle battute, va benissimo. Deve pure accettarle però, come le critiche».

Il presidente del consiglio comunale Adriano Piacentini argomenta: «Esercito il ruolo super partes. Ma è chiaro che se un consigliere interrompe durante l'intervento di un altro devo far rispettare norme e regolamenti». Nel corso della seduta, durante lo scontro verbale tra Ottaviani e Savo, Adriano Piacentini ha detto a quest'ultimo: «Lei si sieda, questo non è un bar». Immediata la replica di Savo: «Lei faccia il presidente e sia super partes. Dica le stesse cose al Sindaco». Ancora Piacentini: «Lei adesso si deve sedere. Basta». Controreplica di Savo: «Rappresento i cittadini e parlo quanto mi pare».

La seduta sul question time è stata dunque dominata da un clima di scontro al vetriolo, che ha sostanzialmente annullato l'accordo raggiunto ventiquattro ore prima sulla composizione delle otto commissioni consiliari. Sul piano politico è come la tela di Penelope, cucita di giorno e disfatta di notte. Forse è una strategia precisa, alla vigilia delle candidature a Camera, Senato e Regione.