«Abbiamo fatto quello che dovevamo, con ciò di cui disponevamo, mettendoci del nostro, con tutta la passione civile che avevamo e che continueremo ad avere, anche per il futuro».

Lo ha vergato nero su bianco sul documento programmatico. Per evidenziare che anche con scarse risorse ha cambiato il volto della città. Freddo, non come nel primo consiglio comunale, Nicola Ottaviani ha disegnato la Frosinone che verrà. Lo ha fatto ieri dopo aver voluto ricordare Ettore Ferrara. Per l'ex consigliere ha chiesto un minuto di raccoglimento. Poi, davanti ad un'assise pronta ad esplodere come una polveriera per la spartizione delle commissioni, il primo cittadino ha illustrato le linee guida programmatiche. Cultura è stata la prima parola che ha pronunciato.

«Continueremo a sostenerla - ha spiegato - investendo nel rafforzamento delle due direttrici fondamentali, che sono state definitivamente integrate nel tessuto urbano e sociale della città: l'Accademia di Belle Arti ed il Conservatorio di Musica Licinio Refice».

Un passaggio importante lo ha riservato per Urbanistica e Lavori Pubblici.

«La visione di questi settori - ha affermato - dovrà coniugarsi, anche per i prossimi cinque anni, con il concetto base dell'Urbanistica, inteso non come mera attività edilizia, ma come nuovo disegno del capoluogo. La delocalizzazione del nuovo stadio nel quartiere Casaleno e la creazione del nuovo parco urbano al Matusa - ha fatto notare - sono l'esempio di un nuovo concept di assetto del territorio. Il settore urbanistico dovrà, comunque, essere ulteriormente organizzato per uno sviluppo coerente e pianificato del territorio, rispondente alle richieste dei cittadini. È, infatti, compito dell'Amministrazione incrementare la qualità dei servizi erogati anche mediante il maggiore utilizzo degli strumenti telematici e della Scia, per la semplificazione del procedimento amministrativo. L'obiettivo - ha chiosato - è anche quello di riqualificare tutti i quartieri di Frosinone, collegando le periferie con il centro storico e, quest'ultimo, con la parte bassa. Si continuerà, quindi, nel restyling dello Scalo, d'intesa con privati investitori e le Ferrovie dello Stato. Mentre al "campo sportivo" vedrà la luce il parco urbano del Matusa che permetterà alle famiglie di socializzare in sicurezza all'interno di un polmone verde. Per quanto riguarda il Centro Storico è stato, invece, concepito un piano di gestione necessario per definire e rendere operativo un processo di conservazione e sviluppo, con la collaborazione tra pubblico e privati. La parte alta della città, comunque, dovrà rafforzare la propria vocazione di autentico polo attrattivo culturale, con i Teatri comunali e le rassegne musicali e di arte figurativa».

Nel corso dell'assise sono stati votati all'unanimità i membri delle commissioni. Anche se la minoranza aveva chiesto di ridurle a sei. Ma poi l'accordo. Ora è battaglia sulle presidenze.