Chi lo conosce, sa bene che è cinico quanto basta per vendicarsi dei furbetti della poltroncina. Fa politica da quando aveva i calzoncini corti. Nei mari in tempesta naviga come se ci fosse la bonaccia. E il suo ghigno è simile a quello di Devy Jones, il capitano dell'olandese volante. Come lui è "cattivissimo". Ma solo quando perde la pazienza. Ora ha stabilito che il consiglio comunale si svolgerà sempre in seconda convocazione. La sua ultima trovata fa venire in mente "quel parlo a nuora perché suocera intenda". Perché se da una parte toglierà la possibilità alla minoranza di fare lo sgambetto in caso di assenza per malattia di qualche esponente di maggioranza, dall'altra non permetterà a chi lo sostiene in assise di ricattarlo. C'è chi lo ama e chi lo odia. È il due volte sindaco Nicola Ottaviani.

Il suo secondo mandato è caratterizzato da una vittoria schiacciante. Eppure, così rileva l'ex primio cittadino Domenico Marzi, Lei rischia di non portarlo a termine per via dei "becchini" della sua parte che la vogliono seppellire. Per poi incassare l'eredità...
«In realtà, per i cristiani come me, la sepoltura è solo un passaggio obbligato per una dimensione spirituale e, addirittura, per la metempsicosi, ossia la reincarnazione che, in alcuni casi, non guasta affatto. Credo, invece, che il mandato così ampio obbligherebbe chiunque a continuare a realizzare progetti e opere in corso, per evitare di interrompere una nuova stagione di "Rinascimento" culturale, sociale ed urbanistico verso cui si è incamminata la città negli ultimi anni».

Allora parliamo di Urbanistica. L'opposizione sostiene che è tutto nel pantano. Che non si vede una gru...
«Proprio partendo dall'Urbanistica è possibile comprendere come il livello dell'opposizione dell'attuale consiglio comunale sia di basso rilievo e senza prospettive. Ben lontano dallo spessore delle varie minoranze che si sono succedute in passato. Oggi, infatti, alcune cariatidi del fronte opposto non riescono ancora a distinguere la differenza abissale che corre tra l'edilizia, intesa come mattone, e l'urbanistica, che corrisponde alla visione integrale e all'assetto del territorio».

Lo spieghi lei...
«Mentre sull'edilizia è necessario, sicuramente, accelerare i processi di semplificazione nel rilascio di permessi e condoni, sull'urbanistica la svolta che si è registrata nel corso degli ultimi anni, e continuerà anche per i prossimi cinque, sta cambiando definitivamente il volto della città».

Dalle parole ai fatti...
«Finalmente abbiamo uno stadio moderno, al Casaleno, invidiato da tutta l'Italia e, grazie al trasferimento dell'impianto, abbiamo attivato i lavori per la realizzazione di un parco urbano di circa due ettari: un grande polmone ambientale nella zona dell'ex Matusa. Inoltre la più importante direttrice di traffico urbano, la Monti Lepini, ha visto la riqualificazione di oltre il 50 percento dell tratto, con marciapiedi, illuminazione, rotatorie e messa in sicurezza. Tutto ciò in attesa dell'appalto per il secondo lotto che congiungerà l'incrocio in via Armando Fabi con l'asse autostradale. Senza contare che proprio su quel nodo, a ridosso del casello, sarà riqualificato il complesso ex Permaflex, con grandi opportunità nell'offerta dei servizi e l'occupazione locale. Contestualmente, andremo a consolidare il riassetto del quartiere Scalo, con la nuova piazza e i parcheggi a raso. Tutto questo, normalmente, in giro per l ' Italia viene definito Urbanistica. Dalla nostra opposizione, invece, è saltato a piè pari».

C'è chi sostiene che Lei è poco democratico, anche perché da adesso in poi il consiglio comunale sarà sempre in seconda convocazione. È così?
«Lo faccio per evitare che l'opposizione possa sfruttare qualche normale assenza per motivi di lavoro, o per ferie e malattia (come si diceva una volta) di qualche consigliere comunale. Per questo procederò ad approvare le pratiche sempre con lo strumento della seconda convocazione, pretendendo, però, che siano presenti il maggior numero di consiglieri comunali possibile. È un modo anche per valorizzare al massimo chi lavora, facendo a meno dello sfaticato di turno. Cinque anni di amministrazione passano velocemente soltanto se ognuno dei 365 giorni viene utilizzato per operare nell'interesse della città e non per giocare al ritornello "mi siedo o non mi siedo" , oppure "esco o non esco" . Che, francamente, non fa ridere neppure in una delle rappresentazioni del teatro comico portato in scena a piazza Valchera anche nel corso dell'ultima estate».

Il grande scontro degli ultimi tempi è sul progetto Solidiamo. L'opposizione vuol dire la sua...
«Il fatto che Solidiamo sia diventato un modello da copiare in giro per l'Italia, partendo da Frosinone, è sicuramente motivo di ulteriore orgoglio per il nostro territorio. È, infatti, l'unico atto concreto di riduzione dei costi della politica, con il trasferimento della metà dell'indennità dagli amministratori pubblici ai giovani e agli anziani. Anche su questo, purtroppo, i nostri avversari stanno dimostrando tutti i limiti ma anche il livore post-elettorale, cercando di storpiare un progetto di rilevanza sociale e di importanza epocale».

Scusi, ma allora la minoranza come dovrebbe comportarsi? Sembra che Lei voglia fare il capo anche dell'altra parte?
«Non mi permetto di dare consigli a quanti non condividono il nostro programma di sviluppo del territorio. Posso, però, limitarmi a constatare che dappertutto le opposizioni, nei Comuni, alla Regione, o al Parlamento lavorano per creare programmi alternativi a quelli della maggioranza, condividendo almeno le grandi tematiche di interesse generale. A Frosinone, invece, numerosi elementi della minoranza continuano ad essere ostaggio della propria campagna elettorale fallimentare, annegando in un passato che brilla spesso solo per conflitti di interesse evidenti ed imbarazzanti, come avvenuto nella recente seduta sul riconoscimento di alcuni milioni di euro di debiti fuori bilancio, da loro lasciati in eredità all'intera collettività».

Il 15 settembre a Fiuggi, con la convention di Antonio Tajani, ci sarà il fuoco alle polveri per la conquista del governo centrale e regionale? Lei ha ricevuto una telefonata dal premier che è suonata come un'investitura per la Pisana. Resta a Frosinone o vola a Roma?
«Non ho al momento altri interessi da coltivare, se non quello di proseguire ad amministrare il territorio anche per i prossimi cinque anni. Aiutando contestualmente la crescita di una nuova generazione di classe dirigente, preparata ed adeguata per il Parlamento e la Regione».